FORSE UN GIORNO CRESCERO’…

Quando mio padre partiva  allontanandosi di molto  dai confini del mio piccolo mondo di bambina, io avevo paura. Certo, è normale. Sentivo la paura  prendermi molto prima di andare tutti assieme all'aereoporto…dal momento in cui, grazie alla capacità di saper fare attenzione, capacità sviluppata in breve tempo come forma di difesa (credo),  riuscivo a cogliere sufficienti  indizi che testimoniassero l'avvento dello stato di PRE ABBANDONO. In genere un mese prima della partenza. Allora diventavo irrequieta, ricordo di aver fatto svariate stupidaggini con l'intento di farmi notare e coccolare di più.. finte cadute, mal di pacia improvvisi e fortissimi, tossi secche accompagnate da qualche starnuto di rinforzo… Lavoro. Ecco cosa sapevo,  dovevo capire che la paura non voleva me e che io non dovevo volere lei, perchè c'era un motivo valido per cui venivo "abbandonata".., dunque mi sforzavo di pensare a tutto il tempo che avrei passato con lui al suo ritorno, un tempo speciale, perchè pieno di tutte quelle attenzioni mancate che sarebbero diventate intense, quasi imbarazzanti.

Non sono stata molto brava ad imparare come si fa a dare il giusto peso alle assenze..anche se ben motivate! Oggi sono ancora come quella bambina, attenta, pronta a capire prima ciò che stà per succedere…quindi vivo male per la paura che accada e vivo male quando e se accade! Mi sono costruita una specie di trappola dalla quale non riesco a liberarmi, nessuno mi può liberare. Nussuno?

Mi soccorre la consapevolezza, ma le  innumerevoli contraddizioni che mi appartengono, fanno si che si scontri con la mia impulsività accendendo lotte estenuanti…forse un giorno crescerò…