Pagina 18 diario di bordo Tour SPCM Pre-Recordings:

Balalaika

Andrea “Ecco un’indicazione per l’area di servizio! Adesso ci fermiamo. Mentre faccio gasolio, tu intanto potresti far fare un giretto a Trudi, dovrà fare la pipì lunga*”

In Germania però, succede spesso che in autostrada le indicazioni per un’area di servizio ti portino fuori dall’autostrada stessa!

In questo caso direi proprio che siamo finiti in mezzo ai campi e alle mucche con relative caccone. Trudi amerebbe tanto sgranocchiarle!!! Buon appetito a tutti!

Siamo di fretta e non possiamo che ammirare velocemente il paesaggio, torniamo indietro, non prima di aver fatto fare la passeggiatina a Trudi 😊

Il ritardo accumulato dal giorno prima ci obbliga a fare molte ore di viaggio, la sera suoniamo a Francoforte, non sarà facile… Arriviamo al campeggio di Francoforte, mangiamo, riposiamo un’oretta, ci prepariamo e via!

La città è grande e abbastanza caotica, individuiamo la meta, ma ci rendiamo subito conto che trovare parcheggio con un camper in quella zona è pressoché impossibile… Il titolare ci attende per le 19 ma sono già le 19:20 e noi stiamo ancora girando. Non siamo agitati o nervosi, sarà perché siamo contenti di essere in Tour e gli imprevisti fanno parte del gioco. Essere fiduciosi aiuta molto, infatti INCREDIBILE! Proprio di fronte al locale si libera un posto “Ci sta?” si il camper ci sta, ma è necessario un super parcheggio.

Io “Vieni, ancora, vai, si… vai, bravo” Hei cosa andate pensando? Sto dando le indicazioni ad Andrea! Per parcheggiare il camper!

Andrea grazie alle mie perfette indicazioni compie un gran bel parcheggio davvero, purtroppo non ho le prove, ci sarebbe voluta una foto, avreste dovuto vedere che impresa epica! Naturalmente un istante dopo aver parcheggiato, la macchina subito dietro se ne va lasciandoci letteralmente a bocca aperta… sarebbe bastato qualche minuto in più e Andrea non sarebbe stato costretto a sudare 7 camicie!

Il locale, BALALAIKA, è molto accogliente e ricorda i vecchi pub in cui si suonava solo o quasi blues e jazz, infatti John è figlio di genitori musicisti che suonavano appunto jazz.

Una foto mostra sua madre, una bella donna di colore americana accanto a Muhammad Alì. John infatti parla benissimo l’inglese e Andrea ne approfitta per chiacchierare un po’. Ci racconta che per lui la musica è fondamentale, è la sua vita. Il locale è un posto storico, gestito da sempre dalla sua famiglia, ora se ne occupa lui e lo fa con passione. Ospita musicisti provenienti da tutto il mondo, ci parla di un duo argentino che si è esibito lì di recente…

Suoniamo, la stanchezza per il viaggio può aspettare, diamo tutto. Ci divertiamo, suoniamo anche un paio di nuovi brani per testarli, faranno parte del nuovo disco e questi concerti servono anche per cominciare a sentirli vivi e a verificare quale impatto abbiano sul pubblico. Coinvolgiamo anche la gente a cantare con noi, ci chiedono un bis. Tra il pubblico ci sono molti musicisti, alcuni si fermano a parlare con noi, ci fanno i complimenti. Frederic è francese, Marius è rumeno, nello stesso posto tedeschi, italiani, francesi, rumeni, americani. Nello stesso posto, accumunati dalla stessa passione: la musica.

 

Pagina 17 diario di bordo Tour SPCM Pre-Recordings:

Ci mettiamo in viaggio dopo aver caricato il “Camper di Tour” di strumenti, cibo insomma mezza casa viene via con noi. Io, Andrea e Trudi siamo pronti per questa nuova avventura! Credevamo di esserlo! Le prime ore di viaggio non sono molto buone, Trudi non sta bene, dopo un periodo di problemi di salute dovuti all’età, si è ripresa alla grande e allora cos’ha oggi? Vomita. Forse il malessere è dovuto alla pastiglia anti pulci e zecche, magari l’ha destabilizzata… panico…  forse qualcosa che ha mangiato al mattino durante la passeggiata? Chiamiamo la clinica “datele Plasil se continua a vomitare, non mangia, portatela qui” Va bene, il tour salta, ma prima di tutto bisogna trovare una farmacia. Usciamo dall’autostrada. Dopo averle dato il Plasil in pochissimo si rimette in piedi, mangia e beve, che sollievo! Si può ripartire, abbiamo giusto quelle cinque ore di ritardo…

Confine Austra – Germania:
Guardia “sprekensi doich”
Andrea “no. English…”
Guardia “ok”
Andrea ingrana la marcia e parte.
Io “beh? Dove vai? Adesso ci corrono dietro quelli!”
Andrea “dici? Ma no! Ha fatto cenno di andare… I cenni sono internazionali sai!😎
Passano 10 min.
Andrea “ecco! Oh merda”
Dietro di noi si vede una luce blu avvicinarsi molto velocemente.
“Ti avevo detto io ” esclamo in preda al panico….

Gli occhi di Andrea si fanno grandi come due palline da ping pong, quel sorriso da beach boy che aveva sfoderato qualche minuto prima si curva all’ingiù “e adesso?”. Rallentiamo pronti ad accostare, il lampeggiante blu ormai ci sta addosso… ci affianca… ci supera! Ffffffffff non inseguiva noi!!!

Meno male, in carcere ho già suonato tanti anni fa, è un ambiente troppo chiuso diciamo 😀 punterei a qualcosa di più gioviale e libero.

 

Pagina 10 diario di bordo Tour SPCM primavera-estate 2016

Can che abbaia… morde 😀

Prima tappa – Bonn

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Il sole si fa desiderare, insomma diciamo pure che piove. Boris, il nostro amico di Bonn, ci scrive che il campeggio, l’unico in città, è allagato proprio a causa della pioggia insistente di questi giorni e quindi chiuso. Pare che un po’ più a nord il clima abbia provocato molti danni e purtroppo anche quattro morti.  Boris e Ute ci dicono di non preoccuparci, ci invitano a parcheggiare il camper da loro e a rifornirci di tutto ciò che ci serve, come sempre sono gentilissimi. Al nostro arrivo Ute ci accoglie con uno dei sorrisi tedeschi più belli che io abbia mai visto, ci ha preparato uno spuntino e insiste perché entri in casa anche Trudi. Luna, la sua cagnolotta (pastore tedesco) dell’età di Trudi, non sembra essere molto contenta del nostro arrivo per cui Ute la chiude in un’altra ala della casa per permettere a Trudi di girare indisturbata.

“Io vado al lavoro, vi lascio le chiavi di casa, fatevi pure la doccia, quando dovete andare da Boris per il concerto ricordatevi di liberare Luna e chiudere la casa.”

La casa dove vivono è molto accogliente, semplice, luminosa, la cosa più bella è che è vissuta e amata. È ricca di dettagli, per esempio in bagno ci sono diversi sassi alcuni sono messi proprio sui buchi dove scende l’acqua, sul lavandino e la doccia, credo sia una scelta estetica… chissà. La parte più bella della casa è la veranda, sembra un salotto letterario, luminosissimo e dal quale si può vedere e accedere a un meraviglioso giardino verde con stagno e fontanella… che pace. Un taxi ci attende dobbiamo andare, non è il momento di riposare. Prendiamo tutte le nostre cose, via di corsa, ah no Luna”! Andrea apre la porta a Luna, lei ci mostra i denti minacciosa… abbaia,  mi sembra giusto, siamo degli intrusi in casa sua! Luna si avvicina ringhiando a me, Andrea col suo fare scherzoso e giocoso cerca di calmarla e di farle una carezza ma… GNAM! Si prende un morsicotto sullo stinco di tutta risposta, sembra essere un avvertimento molto chiaro, è il caso di andare via prima che di noi non resti che un ricordo.

Eccoci qui, al Lieblich café, è bello ritornare in un posto così, dove la gente viene appositamente per ascoltare la musica e conoscere gli artisti. Come previsto, a causa del maltempo non c’è un pubblico numeroso, peccato la prima volta è stata una delle date del Tour con più gente, in proporzione allo spazio. Va bene si inizia. Suoniamo quasi tutto il nostro repertorio e più o meno a metà scaletta la chitarra di Andrea si ribella! Il suono non è quello di sempre, sembra quasi una chitarra elettrica: sì non c’è dubbio c’è della distorsione… vi sto sentendo eh?! Dico a voi, amici metallari di Andrea che state esultando: daghe Andrea, Metal!!! Cominciamo a smanettare, gira il pomello lì, alza là, stacca attacca, abbassa alza, niente da fare. Vince lei J.

Tutti contenti, tanti complimenti e nuovi amici, qualcuno verrà anche domani a sentirci sempre qui a Bonn. Ora si va nel nostro camper per dare riposto al corpo e alla mente stanchi dal viaggio e da questo primo concerto… Metal!!!

Pagina 9 diario di bordo Tour SPCM primavera-estate 2016

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1 giugno 2016 _ “Corrono le ruote, corre la mente”

Ore 13 circa: Si parteeeeee, con ben quattro ore di ritardo rispetto alla nostra tabella di marcia!!! 🙂 Cito la frase detta da Andrea solo ieri sera “Si parte alle 9 al massimo!” 🙂 Vuol dire che faremo le rimanenti cinque ore di strada domani, poi la sera tutti a Bonn dove sarà la musica a trasportare noi e tutti coloro che vorranno lasciarsi andare…

Pagina 8_ Diario di bordo tour SPCM a Bolzano

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Pace e chitarra a tutti!

Quando si riesce a cogliere i ‘buoni segni’ durante il nostro incedere verso una meta, ci si sente sicuramente più forti e vitali… Tutto può aiutarci a dare il meglio di noi, infondo basta volerlo e crederci! (Devo ricordarmi di rileggere ciò che scrivo di tanto in tanto 😜).

Stavolta niente camper, viaggiamo con la nostra auto. Abbiamo caricato tutto: chitarra, pedali, tastiera… e Trudi! Eh non si sta certo comodi come in camper… ma a Bolzano ci aspetta un super albergo dove Trudi è la benvenuta!!!!

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Meravigliosa serata!!!! Il Piccolo Teatro Carambolage è un posto davvero accogliente, sono tutti molto gentili e ci sentiamo subito a nostro agio. Il pubblico partecipa entusiasta e nel finale cantano tutti con me 🙂 Un bel concerto, mi sono divertita, ecco!

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Per l’occasione, su richiesta, abbiamo sperimentato l’inserimento in scaletta di alcuni brani in Lingua Friulana, abbiamo accettato di metterci in gioco ed è stato un successo ☺, credo proprio che ripeteremo l’esperimento con gioia. Abbiamo anche conosciuto alcuni rappresentanti del Fogolâr Furlan di Bolzano, che hanno apprezzato molto la nostra musica e la serata in generale.

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Questa avventura in realtà ha avuto un inizio telefonico molto particolare: la chiamata di Cherubina, si non scherzo! Non sono certa che si tratti di un angelo, ma di sicuro è una bella, bionda e riccioluta donna dal sorriso contagioso. Ci ha guidati lei in questo, per noi nuovo, luogo della musica in cui spero di poter ritornare…

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La stampa parla di me e di Andrea 😉

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E per finire, dopo il concerto, tutti a cena al NADAMAS un ristorante molto carino con un cuoco giovanissimo che ha preparato per noi un menù vegano STREPITOSO. La cosa assolutamente più buona che io abbia mai mangiato la potete, haimè, solo vedere nella foto qui sotto… il paradiso deve avere questo sapore, sicuro.

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Raggiungiamo Trudi che si è goduta una serata da Vip in albergo in attesa “della nostra venuta”. Ora meglio dormire, domani si riparte: Mestre, si suona a “Il Palco”.

Sssssssh dormono già tutti qui dentro! 🙂 Buonanotte, ah si… amen (:D)

 

 

 

 

Pagina 5_ Diario di bordo Tour SPCM in Germany

Acqua di Colonia

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Al mio risveglio mentre mi appresto a preparare la colazione nella cucinina del camper scorgo, appena fuori dalla finestra un pettirosso, anzi due, no tre! Sono eccitatissimi, staranno preparando pure loro la colazione 🙂 La giornata sembra essere iniziata con l’ala giusta, bene.

Ci mettiamo in marcia, destinazione: Lichtung. Strasse.

Naturalmente piove. Facciamo sei ore di viaggio, ben due ore in più rispetto al dovuto causa code per strettoie e lavori in corso… ma niente paura, arriviamo a Colonia in perfetto orario per fare il sound check, peccato che ci ritroviamo a girare a vuoto in cerca di parcheggio! Strasse.

Perdiamo un sacco di tempo. Strasse.

Non riusciamo a trovare un posto per parcheggiare e scaricare la roba se non a mezz’ora circa dal posto in cui si suona. Se pensavamo di aver fatto fatica fisica a Tubingen, stavolta prendiamo atto che “si può dare di più senza essere eroi”. Strasse.

Facciamo due giri sotto la pioggia trasportando strumenti… dai ora lo posso dire: non ci manca l’acqua di Colonia!!! (me l’ha suggerito Andrea!)

Fra una cosa e l’altra collezioniamo un ritardo di due ore. Infatti la gente è già tutta seduta e noi siamo ancora alle prese con i collegamenti, proprio una figura da italiani!

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Il palco è bellissimo, così come la sala, spaziosa e nello stesso tempo intima. Ci sono dei divanetti con dei piccoli tavolini illuminati romanticamente da candele, la gente sorseggia birra e di tanto in tanto ci guarda.

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Facciamo un sound check di 5 minuti, in effetti non ci serve molto per una voce, una chitarra, una tastiera e le loop stations e di seguito iniziamo il concerto. In sala cala il silenzio, il pubblico punta gli occhi su di noi… è il penultimo concerto del tour, penso, tra pochi giorni tutto questo si sarà trasformato in esperienza e memoria, devo godermi il momento! Iniziamo e la musica scorre piena e forte attraverso di noi. C’è una bella atmosfera, stiamo bene. Ci sorprendiamo a vicenda divertendoci molto, a un certo punto, senza volere, mi ritrovo a fare cabaret con il mio inglese emotivo! In sala c’è una coppia di italiani che se la ride vistosamente.

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Verso la fine, come speravamo, la gente si lascia andare e commenta, esorta, canta con noi. Per la prima volta il pubblico riesce a cantare mantenendo le tre linee vocali quasi intatte, permettendomi di improvvisarci sopra senza fatica. Bellissimo.

Mi sento Serena più che mai! Andrea sorride, e suona con un’intensità sempre maggiore, è intuitivo e sicuro. Mi sento in grado di volare più in alto del solito…ci provo ed è magia.

Chiedono il bis. La serata si chiude con la vendita dei CD e delle magliette. Siamo stanchi ma felici.

Pagina 4_ Diario di bordo tour SPCM in Germany

“Tu mi fai girar, tu mi fai girar come fossi una…bombola!”

Dopo ben sette ore e mezza di viaggio arriviamo a Tubingen, una piccola città composta per lo più da studenti. Piove. Parcheggiamo non vicinissimo al posto in cui suoniamo. Siamo un po’ stanchi ma la voglia di suonare ci tiene su. Ad aspettarci un bel palco all’interno di un locale che offre diverse possibilità di svago oltre alla musica. Il titolare infatti oltre a quel locale ne possiede un altro (dove si può fumare, entrandoci ho fatto un tuffo nel passato, che incubo!) e una sala cinema, insomma pare che si dia da fare per non farli annoiare questi studenti! Un giovane ci da una mano a sistemarci e a fare il sound check. Tutto works!

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Ci sediamo a un tavolino per bere qualcosa in attesa di iniziare il concerto. “Ciao cosa vi porto da bbere?” io e andrea ci guardiamo: è italiano! Si Julian è italiano, viene da Napoli, è qui da un anno e mezzo, sua madre è tedesca e lui si è spostato in Germania per studiare filosofia, dice che in Italia le cose non funzionano e che qui ha trovato una dimensione di studio più concreta e funzionale… ha solo vent’un anni, è un ragazzo intraprendente e sveglio e sa di esserlo, di sicuro lo aiuta anche il suo bel aspetto. Inizia a parlare con Andrea di teorie varie e di computer,  li lascio conversare in pace, ogni mio intervento potrebbe disturbare una sintonia prevalentemente maschile. Intanto prendo coscienza che il locale è ancora vuoto. Attendiamo oltre l’orario di inizio previsto ma niente, vuoto. A un certo punto decidiamo di metterci a suonare, magari sentendo la musica qualcuno entra… infatti così accade. Durante il concerto il locale si anima, non è pieno ma c’è un discreto quantivo di volti e sono per lo più girati verso di noi in ascolto. Suoniamo come se ci fosse un teatro pieno e ci divertiamo, abbiamo deciso di contrapporre l’uso calcolato delle loop stations a parti di pura improvvisazione, così da lasciarci andare e scoprirci.

Non riusciamo a far partecipare il pubblico come nelle sere precedenti, sembrano come bloccati, rigidi, strano, penso, sono più giovani! Peccato.

Alla fine del concerto si avvicina una ragazza dell’età di Julian, pure lei è italiana, del sud. Studia qui. Ci fa i complimenti. La trovo molto bella, ha uno sguardo intrigante come pure il suo modo di muoversi. Mentre parla lascia scoprire volutamente la spalla sinistra e a completare questa immagine sexy pensa bene di accavallare le sue giovani e affusolate gambe. Offre un viso acqua e sapone dal sorriso un po’ furbetto diciamo.

Ed è a questo punto che la serata prende una piega poco simpatica: il titolare acquista un nostro CD, ci da’ gentilmente una mano a portare gli strumenti al camper, ci offre da bere e sempre gentilmente ci dice che non ci pagherà quanto pattuito, ma di meno poiché il locale non era pieno come desiderava. Ma guarda tu! Nell’unico posto in cui ci lavorano degli italiani, anche i tedeschi non sembrano più tanto tedeschi 😀

Io e Andrea non abbiamo né la forza né la voglia di contrattare e discutere. Accettiamo e mettiamo in conto che in questo posto non ci si metterà più piede. Anzi a tutti i musicisti: KINO ARSENAL, qui NON ci andate a suonare pagano poco o ancora meno di poco!

Va bene il peggio è passato, e dopo tutte quelle ore di viaggio, un concerto non corrisposto con relativo nervoso, la pioggia, la fatica fisica di trasportare gli strumenti a mano, ora si va a dormire nella nostra “cameretta di camper” <3 E’ una bella sensazione dormire nel tuo letto ma in posti sempre diversi! Ci si sente liberi e vivi. In un’altra vita devo essere stata una lumaca oppure un paguro… lo giuro!

Una passeggiata notturna con la Trudi, un poche di coccole poi spengiamo le luci e nanna.

Circa verso l’una e mezza di mattina mi sveglio con una sensazione di… freddezza, cerco di riavermi dal torpore, e sento uno strano rumore (giuro che non ho cercato la rima!) guardo il frigo: il led della spia del gas lampeggia. Ma porcaccia la miseria! “Andrea, Andrea, dev’essere finita la bombola del gas!”

Andrea non può fare a meno che accertare l’evidenza.

“E adesso? Congeliamo?” dico io sapendo che in realtà si tratta solo di cambiare la bombola esurita con quella piena che abbiamo in dotazione. Queste sono le tipiche domande che faccio con lo scopo di stimolarlo a fare le cose di sua spontanea volontà. Povero Andrea. 😀 Ci impiega un po’ di tempo ma alla fine riesce a sistemare la bombola e riparte il riscaldamento. Siamo salvi. Stavo già pensando di far salire a letto con noi la Trudi per tenerci tutti al caldo!

“Non c’è riparo quando si è in viaggio, bisogna solo farsi coraggio” canto in una canzoncina che ho scritto per i bimbi… si perchè quando si parte per un’avventura bisogna mettere in conto che qualcosa possa non andare per il verso giusto. Si fa esperienza e si impara.

Fortunatamente i giorni successivi ci riserveranno momenti fantastici e grosse soddisfazioni…. ma di questo parlerò nelle prossime pagine del diario!

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Pagina 3_ Diario di bordo Tour SPCM in Germany

Vinatti…mi mancava!

Trudi è una creatura meravigliosa! Aspetta buona i suoi momenti di uscita dal camper che, ahimè, non sono intensi quanto vorremmo poiché la pioggia non lo permette. Tuttavia il suo scodinzolare e i suoi occhi vispi ci fanno capire che è felice e fiduciosa, forse prima della fine del Tour il sole ci verrà incontro e allora si che si potrà fare una bella passeggiata rilassata.

Andrea è ormai un pilota camperista: parcheggi, retromarce, inversioni a U, sono facili come rigirarsi nel letto. Un bel dieci e lode se lo merita tutto, mentre la nostra cara Benedetta si prende una grave insufficienza: si perde nel nulla e vuole avere ragione, crede di essere dove non è mandandoci in strade chiuse, insomma, deve darsi una regolata altrimenti le cambiamo il nome in Maledetta!

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Il paesaggio sebbene ingrigito dalla pioggia, lascia intuire dei colori autunnali stupendi e grandi spazi ancora verdi. Ci troviamo a Mahlow, nella periferia di Berlino, a quindici minuti dal luogo in cui si tiene il concerto, ci aspettano per le 20.

Il campeggio ci sorprende per la cura, la pulizia e gli spazi ampi e per le docce!!! Ah che gran doccia che ci siamo fatti! Vestiti e rifocillati siamo pronti per andare in chiesa. Esatto, il secondo concerto del tour si tiene in una bellissima sala che si trova all’interno di Petrus Kirche, una chiesa molto grande. E’ la prima volta che suoniamo “Bes di diu” (santi soldi) in una chiesa, fa uno strano effetto…Rimaniamo incantati e facciamo qualche foto.

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Ci accoglie Gisela, colei che ci ha invitati a suonare dopo averci sentiti sempre a Berlino nel 2012. Ha aspettato tre anni, ma ora eccoci qui.

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Che emozione vedere il nostro manifesto appeso in bacheca!

Un momento…ma… ma… scoppio a ridere!!! Serena VINatti mi mancava proprio! Pinatti, Finazzi, Finardi, Finati… VINatti mi pare il massimo! Vabbè, che sono io si capisce dalla foto, spero.

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Qui la gente paga anche un biglietto per sentire il concerto, di ben 12 euro, “meglio scaldarsi bene, che non rivogliano indietro i soldi!” penso e rido tra me e me.

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Abbiamo un camerino, ci portano da bere e da mangiare e un manifesto da portare a casa come ricordo. Che gentili. A un certo punto sentiamo un deciso “toc, toc” alla porta, entra un omone enorme in tutti i sensi, che se non fosse per il sorriso aperto stampato sul suo viso, potrebbe sembrare un buttafuori a tutti gli effetti! E’ il Pastore della chiesa, ci da il ben venuto e ci esorta a suonare generosamente per il suo pubblico attento e preparato. Non stimo più nella pelle, vogliamo salire su quel palco e volare…

Voliamo. Tocchiamo terra a metà circa del concerto per un break gentilmente richiestoci affinchè la gente possa bere qualcosa al baretto annesso alla sala concerti, accanto al banco è stato sistemato il tavolino con i nostri CD e i gadget. Si avvicinano alcune persone per parlarci e per comprare i nostri “frutti”.

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Una signora berlinese sciorina un italiano corretto con tanto di congiuntivi messi al posto giusto, ci dice che adora la lingua italiana e che il concerto la sta emozionando moltissimo. Ci ringrazia.

Una signora con due bimbi si avvicina, il maschietto che avrà avuto dieci anni, mi parla timidamente in italiano, mi chiede un autografo con dedica… io mi sciolgo un poco, ma poi divento praticamente vapore acqueo quando la sorella più piccola mi regala due disegni fatti sul momento per me su due foglietti di block notes (ve li mostro nella prossima pagina di diario). Che dolcezza.

Riprendiamo il concerto carichi, la scaletta è più lunga del primo concerto, mi accorgo di essere sudata e di avere le orecchie calde, ma mi sento benissimo e quando mi volto vedo il volto rassicurante e gioioso di Andrea che sta suonando benissimo, soprattutto nelle parti di improvvisazione, lo sento comunicativo come non mai. Il pubblico, come successo nel primo concerto, si lascia finalmente andare verso la fine, partecipando, ridendo e cantando con noi.

Ultimo bis, poi di nuovo al banchetto dei CD. Serata stupenda.

Mangiamo un’insalata di lenticchie e cipolla con pane nero offerta da Gisela, e poi via con la nostra “casa di tour” in campeggio. Dobbiamo dormire almeno sette ore perchè ce ne aspettano altrettante sette di viaggio per il terzo concerto.

Vinatti e Farnier vi salutano tutti 😀