Pagina 2_ Diario di bordo tour SPCM in Germany

Che Pale!

  “Corrono le ruote, corre la mente…”. I pensieri richiamano immagini e le immagini i pensieri, i ricordi di sensazioni vissute riemergono scivolando lungo questa autostrada bagnata. Nel 2012 facemmo il nostro primo tour in Germania al fianco di Peter Finger il nostro produttore di allora nonché uno dei più grandi chitarristi acustici esistenti. Fu un’esperienza fortissima, suonammo in teatri gremiti di gente attenta e nordicamente calorosa. Ero molto più agitata e timorosa di ora, l’esperienza insegna moltissimo, per fortuna.

Passano le ore, Andrea è concentratissimo sulla guida, ogni tanto, come il suo solito, dice qualche scemenza, battutine, giochi di parole, e ovviamente io devo applicarmi per capirle tutte subito! Ma chi sta con lo zoppo impara a zoppicare, dicono… infatti a un certo punto me ne esco dicendo: “Che pale!”! Andrea ha un momento di esitazione, poi sorride concedendomi una sufficienza al compito in classe!

E’ incredibile quante pale eoliche ci siano in Germania, e quanto siano belle da vedere, sono enormi! Creano uno scenario futuristico molto suggestivo, piazzate in mezzo a enormi distese verdi dove di tanto in tanto si possono vedere delle mucche XL pascolare beate.

Intanto “Benedetta”, così abbiamo chiamato la nostra voce navigator, si fa sentire dando delle indicazioni con accenti e inflessioni varie non ben identificabili, di sicuro ha origini venete e sarde. Alle volte sembra che si indispettisca, o peggio, che sia disinteressata al nostro incedere dubbioso, fornendo apaticamente le informazioni quasi come se stesse facendo qualcosa di più interessante tipo, che so, flirtando con il Navigator dell’auto d’avanti a noi? Sta di fatto che ci ha fatto perdere per due volte del tempo facendoci uscire dall’autostrada senza motivo, comincio a pensare che Benedetta sia un poco str—-! Biiiiip

“Acque grigie, acque nere, a nessuno le si può offrir da bere!”. Abbiamo bisogno di scaricare i rifiuti dal camper e di allacciarci alla corrente, i serbatoi delle acque impure sono quasi pieni. L’impavido Andrea ha pensato a tutto. Ha stabilito di attraccare (si viene da dir così vista tutta la pioggia che c’è) in un campeggio vicino a Bremerhaven, la città del primo concerto del tour.

Chiuso. Si, per ferie dal 10 al 20 ottobre, beh! Grazie! Sul sito non era scritto nulla!

Dopo un primo momento di smarrimento, telefoniamo a un altro campeggio, chiuso pure quello, ma chi la dura la vince. Ne troviamo uno aperto, siamo salvi. Rimettiamo in assetto il camper e ci prepariamo per il concerto…brrrr ci sono 6 gradi e io naturalmente ho portato con me solo vestiti che possono andar bene per massimo 16 gradi! “Pan e gaban”, mi ha invano insegnato la mia amica Michela, che di viaggi ne ha fatti diversi e sa. La prossima volta giuro che mi bardo!

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Il Café De Fiets dove si suona è molto bello, si capisce subito che è un posto vissuto dalla musica e da chi la ama. C’è un bel palco e vari strumenti musicali, alcuni appesi al muro e altri appoggiati attorno allo spazio scenico. C’è anche un piano verticale, per un momento penso di poter suonare quello ma il re, il mi e il fa centrali non suonano, per cui decido di usare la mia tastiera.

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Gli strumenti? Vi starete chiedendo, ma allora la porta? Il fabbro? Come avete risolto? Eh abbiamo dovuto far tagliare i perni e aprire al contrario la porta… ora riposa appoggiata alla parete in attesa di essere aggiustata e risaldata al suo posto.

Torniamo al concerto: su i volumi, fuori tutto, si inizia… in sala il pubblico è attento e curioso, è un posto tranquillo non molto affollato, suoniamo e la musica avvicina da subito l’iniziale distanza dovuta probabilmente al loro modo di porsi un po’ compito e dal fatto che né io né Andrea conosciamo una parola di tedesco! Suonando interagire con loro diventa via via sempre più facile fino ad arrivare agli ultimi pezzi in un lampo, come se il tempo di un’ ora e mezza si traducesse in una mezz’ora scarsa! Bis! Bis! Ci concediamo soddisfatti e felici.

La serata si chiude con la vendita dei CD, degli adesivi e delle mitiche spillette porta fortuna “Serena più che mai” con il disegno fatto dalla bravissima Simona Ermacora!!!  Primo concerto compiuto e tutti felici. Ora seconda tappa: Berlino!

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Pagina 1_ Diario di bordo tour SPCM in Germany

Un imprevisto

Abbiamo fatto quasi 1000 km ormai, mi sembra già di sentire odorare l’aria di Mare del Nord!

Io e Andrea abbiamo deciso di affrontare questo tour in Germania noleggiando un camper per viaggiare comodi e sentirci liberi di spostarci a nostro piacimento con accanto la nostra cagnolotta Trudi. Si sta rivelando una scelta davvero azzeccata, e il timore iniziale di Andrea riguardo al guidare un mezzo così sovradimensionato, è svanito dopo aver fatto pochi chilometri e la prima retro forzata andata a buon fine! Dal canto suo Trudi ci ha messo un po’ di ore per capire che non stava succedendo nulla di preoccupante dentro a quella grossa cuccia per cani e umani! Chi la conosce sa che lei avrebbe voluto diventare un pilota, adora viaggiare in auto e avere tutto sottocontrollo, ma stavolta i finestrini le risultavano troppo alti per riuscire a vedere la strada e il paesaggio, si è dovuta dare da fare per trovare un posticino strategico e sicuro dove poter fare da copilota ad Andrea! Ora è completamente a suo agio.

Come prima di ogni evento importante però, non poteva mancare l’imprevisto! Poche ore prima della partenza, in fase di resoconto dei bagagli fatti, mi appresto a entrare in sala prove per prendere un cavo ma… la porta non si apre. Non si apre? Eh no, provo e riprovo, niente da fare, è bloccata dall’interno e non si tratta di una porta normale, bensì di una porta con maniglione antipanico di una cabina insonorizzata! E adesso? Tutti i miei strumenti erano lì dentro! La loop station, il microfono, la tastiera! Aiuto! Mentre io stavo pensando a come far fare un buco sul vetro da un fabbro e poi farlo diventare una finestrella carina da vedere, Andrea aveva già saggiamente valutato due opzioni: suonare in acustico, o far tagliare i perni per aprire la porta e poi farli saldare a porta aggiustata.

Erano le 22:30, cerca un fabbro, chiama, richiama, aspetta, pensa, ripensa… alla fine concordiamo l’intervento del fabbro per la mattina alle 9:30. La giornata finisce con Andrea che dorme tranquillo e io sveglia per ore a pensare “e se non riesce ad aprire la porta?” poi mi lascio andare al sonno. Infondo è stato solo un imprevisto.

A questo punto rimanete sintonizzati per sapere se abbiamo risolto o se dovremo optare per il concerto acustico!

Diario tournée Deja in Germany – quarto giorno

Berlino. Inizierei da ora il tour! Mi sento più sicura e concentrata, infatti il concerto di stasera è stato il migliore! Lo è stato per tutti, forse anche perchè si è creato un bellissimo legame tra di noi..conosciamo a memoria alcune parti dei brani degli altri, è fantastico! Per me l'aspetto umano è fondamentale per riuscire a dare il meglio! Soprattutto quando la musica che suoni sei tu, e in questo tour siamo tutti cantautori..Inutile ripetere che anche oggi, lunedi sera, era tutto esaurito, la gente era forse più timida rispetto alle altre date ma pieni di entusiasmo, disponibili ed estremamente educati, rapiti dalla musica e dal suono delle parole che i più non hanno compreso ma di fatto anche noi italiani ascoltiamo musica in inglese senza però conoscerne il senso! La nostra lingua piace molto. Abbiamo venduto tutti i cd che avevamo! Siamo contenti! I concerti in Germania per ora sono finiti…si ritorna in Italia.

"I met someone I met someone…la la la.."

Diario tournée Deja in Germany – terzo giorno

"Concerto mattutino ha un sound sopraffino". Ore 11 domenica: tutto esaurito!! Peter Finger chiede a tutti di fare delle variazioni sulla scaletta poichè il concerto si tiene nello stesso posto di ieri, qualcuno potrebbe ritornare…"io sono tedesco non potete chiedermi di cambiare la scaletta all'ultimo momento!", replica Timon, scoppia una sana risata. Tutti soddisfatti, il pubblico interagisce con calore applausi lunghi e alla fine del concerto si forma una fila di gente che desidera avere la nostra firma sulla copertina del nostro disco o sul manifesto…è bello sentire i commenti in lingua mista, alcune persone mi parlano in italiano, correttamente, accidenti! Io non conosco che tre o quattro parole in tedesco! 

Si parte, destinazione Berlino. Cinque ore di treno, tra musica in cuffia, giochi tra noi e scambi di idee e di discorsi prevalentemente leggeri e freschi, il tempo scorre. Ecco siamo a Berlino city…wauuuuu!

Diario tournée Deja in Germany – secondo giorno

Anche stasera era tutto pieno. Incredibile! Qui le persone vanno a cercare la musica non la subiscono…si, faccio polemica, dovrei starmene zitta? In questa avventura, nessuno di noi è un artista famoso nel senso banale del termine, eppure ce n'è molta di gente che decide di passare una serata diversa, fatta di ascolto vero, interessato! Che spesso in italy sento definire in tono annoiato come "troppo impegnato", come se si potesse Ascoltare senza impegno!!

Alloggiamo in un posto meraviglioso una specie di "casa dell'artista", qui possono vivere per dei mesi degli artisti che dimostrino di avere un progetto creativo e le capacitá per realizzarlo. La stanza piú bella è proprio il grande salone dove attualmente vivono le idee, i pensieri, l'arte di tre donne: una pianista compositrice per orchestra, una scrittrice e una pittrice. Sono stata colta mentre sognavo di poterci vivere anch'io per un pò in questo paradiso, con la mia musica:)

Diario tournée Deja in Germany – primo giorno

Prima data a Mainz nella sede radiotelevisiva locale.”Accidenti che puntualità!” penso, quando appena arrivata in sala vedo già sul palco per il sound check Timon, l’artista tedesco!”ah già siamo in Germania”, mi rispondo! Sono emozionata, non conosco gli artisti con cui dividerò il palco in queste sere..ci dicono che i deja suoneranno per primi, bene, così facciamo il sound check per ultimi e ascolto tutti con attenzione, famigliarizzo con il suono, lo spazio, l’atmosfera. C’è un’altro duo voce chitarra, arrivano dal sud della Francia: Christian e Dalila. Bravissimi entrambi, fanno un repertorio misto di brani editi e inediti per lo più in francese, lei molto pulita e precisa lui gran sicurezza; poi è il turno di Matt che arriva dal Canada. Solo, canta e suona una chitarra vissuta non meno della sua custodia..sofferente direi! E’ un cantautore melodico dalla voce dolce e convincente. Prima dell’inizio del concerto ci ritroviamo in un grande camerino per bere e mangiare qualcosa ed ecco avvenire il gioco degli scambi: francese, inglese, tedesco, spagnolo, italiano le lingue e le intonazioni del parlato si intrecciano, ci si capisce subito..siamo fortunati sono tutti simpatici! Scherziamo e ci scambiamo informazioni, c’è  energia pulita. Mancano venti minuti all’inizio, fuori c’è la fila per entrare. Tutto esaurito. Inizia, mi sento! Ci sono, guardo Andrea, c’è anche lui!

E’ stato bellissimo, la gente ha risposto con calore ed entusiasmo..alla fine del concerto tutti a cena, fantastica fusione di intenti accomunati dalla forza e dalla fragilità della musica. Respiro, vibro…

10 . Tu sei qui

 

Riprende finalmente, dopo una lunga pausa, il track by track dei Deja! Oggi è la volta di “Tu sei qui”, una bella canzone d’amore. Ricordo che si può ascoltare il brano intero qui, ma solo fino a domani.

Se poi “Laila” vi piace e volete acquistarlo, lo trovate sul sito della Acoustic Music, o su iTunes.


Tu sei qui


Le canzoni d’amore sono le più difficili da scrivere. Ne esistono talmente tante che se fossero stelle probabilmente la notte sarebbe luminosa quanto il giorno! Eppure un cantautore non può non scriverne, è un istinto naturale come respirare. 

Il ritornello di “Tu sei qui” echeggiava nella mia testa da giorni, una melodia fatta a due voci, semplice e sincera come l’abbraccio che aveva suscitato in me il desiderio di scriverla. Dal punto di vista armonico gli accordi con i quali mi accompagnavo al pianoforte erano tanti e ricchi, ricordo che quando suonai il pezzo ad Andrea lui mi disse un po’ preoccupato  “è molto pianistico, onestamente non so se con la chitarra riuscirò a farlo rendere!”. Ci volle un po’ di tempo e pazienza, ma quando poi mi fece ascoltare la parte di chitarra che aveva trovato pensai  “è semplicemente giusto, ogni sua nota, l’intenzione, il tipo di fraseggio, insomma mi piace!”. E’ un brano che amo particolarmente suonare e condividere,  sono una romantica e parlare d’amore mi fa stare bene.  Il testo è credo uno fra i più immediati che io abbia mai scritto, si lascia ricordare facilmente insomma! Ogni volta che la suono immagino un enorme spazio aperto davanti a me, mi sento libera e felice. (Serena)