07 . Tutto è luce

 

Cosa si può volere di più da una domenica pomeriggio così grigia e piovosa, se non leggersi il nostro track by track ed ascoltare una dolcissima ninna-nanna? Eccovi quindi “Tutto è luce”. 

Ricordo che si può ascoltare il brano intero qui ma solo fino a domani.


Se poi “Laila” vi piace e volete acquistarlo, lo trovate sul sito della Acoustic Music, o su iTunes.


Tutto è luce


“Tutto è luce” fa parte di uno spettacolo teatrale per bambini scritto da me, che va in scena tuttora nei teatri italiani ed è prodotto dalla compagnia a.ArtistiAssociati di Gorizia. 

L’immagine che ho mentre canto questa canzone è quella legata al delicato momento che precede l’abbandono al sonno. Essere circondati dal buio e venire lasciati soli senza protezione sono paure che tutti i bambini vivono, spesso se le portano con sé nel profondo per tutta la vita!

E’ una ninna-nanna molto dolce, la immagino cantata dalla “Luce”, ascoltandola è possibile pensare che “Luce” possa essere la mamma, o una figura religiosa, per me è semplicemente Amore, un sentimento che non  dovrebbe mai mancare a nessun bambino, a nessuna creatura, che dovrebbe crescere ogni giorno e che rende felici. (Serena)


La prima volta che ho sentito “Tutto è luce” me ne sono innamorato, ed ho cercato con tutte le mie forze di convincere Serena ad includerla in “Laila”. È un vero gioiello, di una dolcezza e delicatezza rare.

L’arrangiamento che ho scelto è minimale e quasi sussurrato, per mantenere l’idea della ninna-nanna, e per non rovinare la poesia della voce e della sua splendida melodia. (Andrea)

06 . Il gioco

Nuova settimana, nuovo track by track! Per voi “Il gioco”, godetevela!

Ricordo che si può ascoltare il brano intero qui, ma solo fino a domani.


Se poi “Laila” vi piace e volete acquistarlo, lo trovate sul sito della Acoustic Music (cliccare su catalog -> cds -> singer/songwriter), o su iTunes.


Il gioco


Un amico ci invita ad una caccia al tesoro sulle rive dell’Isonzo organizzata per festeggiare la sua laurea. Così a pochi passi da casa nostra ci ritroviamo  erranti, immersi in posti mai visti: velme e aree semisommerse, sentieri di sabbia, canneti e alberi avvolti dalla luce. E’ una bella giornata, c’è un’atmosfera di pace, si sentono i suoni della natura e le nostre voci. Mentre cerchiamo di raggiungere le varie tappe per conquistare il tesoro, mi lascio rapire dal paesaggio, i raggi di sole che filtrano attraverso i rami degli alberi rendono i colori più vivi e le ombre più definite, mi perdo ad osservare i particolari delle forme degli alberi, ascolto l’acqua del ruscello e penso. 

Capita di cercare per molto tempo la persona “giusta”, il “tesoro” si nasconde lontano da noi o magari a pochi respiri e forse è proprio decifrando degli indizi, che si riesce ad arrivare ad esso. Partendo da questo pensiero ho scritto “Il gioco”, un testo leggero come la giornata trascorsa sull’Isonzo, dove la natura e il gioco, appunto, diventano dettagli di seduzione, un percorso d’amore che non si lascia scoprire facilmente. (Serena)

05 . Mathair

Dopo una settimana di pausa, eccoci di nuovo qua col nostro track by track. Oggi è la volta di "Mathair", il primo dei due brani strumentali del disco. Ricordo che si può ascoltare il brano intero qui ma solo fino a domani.

Se poi "Laila" vi piace e volete acquistarlo, lo trovate sul sito della Acoustic Music (cliccare su catalog -> cds -> singer/songwriter) o su iTunes.

 

Mathair

 

Questa bellissima canzone è stata composta da Massimiliano D'Osualdo, pianista e fisarmonicista che ha suonato nei Deja per molti anni, prima del mio arrivo. La versione originale si trova sul secondo cd di un progetto di musica celtica/irlandese chiamato Indovinatoduo, in cui Max suonava assieme a Pietro Sponton (batteria e percussioni) e Fulvia Pellegrini (violino), anche loro ex membri dei Deja. Sul nostro primo disco in duo (“Distratti dal vento”), i tre musicisti erano presenti fisicamente in un brano (“Un istante a Circik”); questa volta  non ci sono, ma c'è comunque un richiamo a loro ed alla loro musica.

“Mathair” in lingua gaelica significa “madre”, e non mi sento di aggiungere nient'altro alla sua malinconica e delicata melodia.

Da oggi lo spartito del mio arrangiamento per chitarra è disponibile sul mio sito.

(Andrea)

04 . Senza

La quarta canzone del nostro track by track è "Senza", di sicuro la più intensa e drammatica interpretazione di Serena. Ricordo che si può ascoltare il brano intero qui ma solo fino a domani.
Se poi "Laila" vi piace e volete acquistarlo, lo trovate sul sito della Acoustic Music (cliccare su catalog -> cds -> singer/songwriter), o su iTunes.

Senza

Mi trovavo nel periodo più brutto della mia vita. Amaro, freddo. Mi sentivo persa, sola, ingiustamente privata della mia vita. Tutto era cambiato per me, mentre il mondo pareva procedere indifferente. Come sempre ho iniziato a sentire la necessità di scrivere musica, di cantare, avevo bisogno di sapere di poterlo fare almeno. Non avevo più un pianoforte, non sapevo come aggrapparmi alla musica, non avvertivo nessun cambio di stagione, per me era sempre inverno.
Ormai era diventata un'ossessione, dovevo trovare un modo per arrivare ad un piano, ad una tastiera, insomma a quei tasti bianchi e neri che sapevano dare armonia al mio “sentimento melodico”, rassicurandolo, dandogli un posto dove stare. Dopo tanto cercare, un collega e amico riesce ad aiutarmi, mi permette di usare la sala di musica del teatro in cui lavora, ci vado per diversi giorni nelle ore più calde, quando il teatro è vuoto e silenzioso. E' con un bellissimo pianoforte a coda nero che ho scritto “Senza”, tra una crisi di pianto e l'altra, ho voluto seguire l'andamento irregolare di quel respiro pieno di sofferenza, rispettandone anche le apnee. Ecco che dal punto di vista tecnico ne è uscito un brano dove battute in quattro quarti si alternano ad altre in cinque quarti, per assecondare la metrica delle strofe. Le frasi sono lunghe e fatte ognuna con un solo respiro. La melodia incalza, con un susseguirsi di note che salgono, come se volessero portare all' urlo, alla liberazione mista a rassegnazione.
“Senza” è il primo brano che ho scritto per questo disco, ma uno degli ultimi ad essere stato completato, è intimo e crea una tensione particolare sulla quale Andrea ha lavorato moltissimo e prima di decidere la sua parte di chitarra definitiva c'è voluto un bel po' di tempo. (Serena) 

Questa per me è molto probabilmente la canzone più bella che Serena abbia mai scritto fino ad ora, ha un'intensità rara, ed una rappresentazione del dolore così viva che mi commuove ogni volta. Proprio perché è così intima e vera, vissuta nel senso più profondo, per me è stato molto difficile trovare un arrangiamento di chitarra che non fosse troppo invasivo, e non snaturasse l'essenza del rapporto di un'anima così sensibile con la propria sofferenza. Ho cercato di sorreggere, supportare, provando a non disturbare.
È stato anche il primo brano che abbiamo registrato per “Laila”, e ricorderò sempre cosa ci disse Sándor la sera, dopo le registrazioni: “Mi sono bastati 30 secondi della vostra musica, per capire che siete dei veri artisti”. (Andrea)

03 . Lenzuolata

È con grande orgoglio che vi presentiamo oggi "Lenzuolata", una delle più originali e particolari tracce del disco.
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Lenzuolata

Osservare i panni stesi mi rilassa molto, mi fa sentire leggera… È sempre più difficile poter stendere i vestiti all'aria aperta: lo smog, la mancanza di spazio, il clima umido del nord, la fretta, hanno reso rara tale pratica! Quando da bambina in estate andavo ad abitare in campagna dalla nonna, vedevo delle meravigliose fila di lenzuola stese ad asciugare, è proprio da quel ricordo che ho attinto per scrivere “Lenzuolata”.
“Non scendo, non scendo, non scendo no…” la scrittura del brano è partita da qui, da un'intenzione forte tradotta in una breve melodia che ciclicamente fa da guida dall'inizio, si interrompe solo nel ritornello dove la chitarra aiuta il canto a volare libero assieme alle parole, per poi ritornare fino alla fine del pezzo.
È un brano dall'equilibrio delicato che mi chiede molta concentrazione, in studio di registrazione è stato il più difficile da cantare, ho avuto un vero e proprio blocco emotivo!
“Lenzuolata” comunica su due livelli: descrittivo e metaforico. Il filo è la vita alla quale noi (i panni), siamo “appesi” ognuno con il suo equilibrio, che in qualche modo condiziona quello degli altri; il vento e il sole sono alcune delle difficoltà che la vita ci riserva; mentre l'ombra e la sera rappresentano la fine. (Serena)

02 . Di te dei no non so

Secondo appuntamento con il nostro track by track: oggi è la volta di "Di te dei no non so". Ricordo che si può ascoltare il brano intero qui, ma solo fino a domani.
Se poi "Laila" vi piace e volete acquistarlo, lo trovate sul sito della Acoustic Music (cliccare su catalog -> cds -> singer/songwriter) o su iTunes.

Buona lettura e buon ascolto.

Di te dei no non so:

Quando sei in preda alla paura di fallire, quando per intraprendere la strada che desideri devi rinunciare a delle sicurezze semplicemente in cambio di una possibilità, che può anche riportarti indietro, al punto di partenza, cerchi bramosamente una risposta, un consiglio, un segno da chi incontri, fosse anche uno sconosciuto! Se non hai nulla da perdere sei pronto a partire senza pensarci troppo, non dovrebbe essere la disperazione a rendere chiara la scelta, bensì la passione, la voglia di migliorare. Seduta ad un tavolo di una caffetteria, ascolto un amico parlare di sé, ma riesco ad accorgermi dello sfrigolare del ghiaccio nel bicchiere… vorrei partire anch'io.
Il brano è nato da un giro armonico di Andrea. Lo suonava praticamente sempre, così gli ho chiesto di registrarmelo per provare a cantarci sopra. È stato subito entusiasta del risultato ed alla fine l'abbiamo voluto portare anche al concorso “Open Strings”. (Serena)

Il giro della strofa di “Di te dei no non so” è una cosa che ho scritto almeno 4 anni fa e che mi piaceva molto, ma non trovavo mai il modo di infilare da nessuna parte. Quando ho sentito cosa era riuscita a combinare Serena su questi quattro accordi (C#-, E/G#, Amaj7, Badd9) ho subito pensato che finalmente aveva trovato il suo posto. E che posto!
È uno dei due brani che abbiamo suonato ad Osnabruck, e ci hanno fatto vincere, quindi ha anche un posto speciale nel nostro cuore, come l'amico a cui è dedicata. (Andrea)

01 . Credo alle favole

Oggi inauguriamo una nuova iniziativa! Una volta alla settimana pubblicheremo un piccolo post riguardante una delle canzoni del nostro ultimo album "Laila": piccole informazioni, pensieri, curiosità, o semplicemente particolari divertenti che non conoscete.
Ma la cosa più importante è che per le 24 ore successive al post, sul nostro sito si potrà ascoltare la canzone in oggetto nella sua interezza, così, se ci seguirete, potrete avere un'idea molto precisa del disco e dei suoi contenuti.
In seguito torneremo al classico sample da 45 secondi, quindi approfittatene!
Se poi "Laila" vi piace e volete acquistarlo, lo trovate sul sito della Acoustic Music Records (cliccare su catalog -> cds -> singer/songwriter), o su iTunes.

Bene, si parte! La prima canzone è…

Credo alle favole:

E' estate, sto guidando la mia auto, c'è afa, il cielo è in parte coperto dalle nubi ma il sole riesce ancora a farsi vedere. In strada non c'è nessuno e sto percorrendo un rettilineo per cui la velocità è costante e quindi anche il suono del motore lo è. Penso. Solo l'anno prima più o meno nello stesso periodo percorrevo la stessa strada e accanto a me era seduta un'amica, in lacrime. Desideravo consolarla, ascoltarla, darle speranza e fiducia nel futuro, sentivo il suo dolore e le sue paure vicine, stavo male. Ho pianto. Immagini come l'albero curvo, la pioggia e il sole presenti entrambi nello stesso momento e la strada, sono come dei segni che mi suggeriscono una lettura nuova di quel momento… La prima strofa del brano inizia in minore, la seconda strofa melodicamente rimane uguale, ma armonicamente passa nel modo maggiore, perché credo alle favole!!

Ascolta "Credo alle favole" qui!