È con grande orgoglio che vi presentiamo oggi "Lenzuolata", una delle più originali e particolari tracce del disco.
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Lenzuolata

Osservare i panni stesi mi rilassa molto, mi fa sentire leggera… È sempre più difficile poter stendere i vestiti all'aria aperta: lo smog, la mancanza di spazio, il clima umido del nord, la fretta, hanno reso rara tale pratica! Quando da bambina in estate andavo ad abitare in campagna dalla nonna, vedevo delle meravigliose fila di lenzuola stese ad asciugare, è proprio da quel ricordo che ho attinto per scrivere “Lenzuolata”.
“Non scendo, non scendo, non scendo no…” la scrittura del brano è partita da qui, da un'intenzione forte tradotta in una breve melodia che ciclicamente fa da guida dall'inizio, si interrompe solo nel ritornello dove la chitarra aiuta il canto a volare libero assieme alle parole, per poi ritornare fino alla fine del pezzo.
È un brano dall'equilibrio delicato che mi chiede molta concentrazione, in studio di registrazione è stato il più difficile da cantare, ho avuto un vero e proprio blocco emotivo!
“Lenzuolata” comunica su due livelli: descrittivo e metaforico. Il filo è la vita alla quale noi (i panni), siamo “appesi” ognuno con il suo equilibrio, che in qualche modo condiziona quello degli altri; il vento e il sole sono alcune delle difficoltà che la vita ci riserva; mentre l'ombra e la sera rappresentano la fine. (Serena)