Nuova settimana, nuovo track by track. Oggi vi presentiamo "Quanto ancora". Ricordo che si può ascoltare il brano intero qui, ma solo fino a domani.
Se poi "Laila" vi piace e volete acquistarlo, lo trovate sul sito della Acoustic Music, o su iTunes.

Quanto ancora

Le scelte importanti sulla sorte del nostro pianeta e sul futuro di tutte le specie esistenti, sono in mano ai potenti. L'uomo è stato capace di costruire motori sempre più elaborati, tecnologie sempre più sofisticate, di formulare e realizzare farmaci capaci di allungare la vita di  un uomo, di intervenire sui segni del tempo per avere un aspetto nuovo, giovane. E l'amore? Siamo riusciti ad evolverci anche su questo aspetto? Com'è possibile che ci siano creature che lottano per rimanere in vita mentre altre riescono addirittura a provare noia per la loro!
“Quanto ancora” nasce contemporaneamente alla stesura del testo di uno spettacolo teatrale con il quale ho voluto trattare un tema tanto complesso quanto urgente: lo “sviluppo sostenibile”. Mentre cercavo di  documentarmi sulla materia da trattare, più aumentava la mia consapevolezza sull'argomento, più cresceva la rabbia e il senso di impotenza di fronte ad una situazione mondiale in crisi, segnata dalla diseguaglianza tra ricchi e poveri, dall'inaridimento delle risorse naturali, dall'indifferenza verso le generazioni future! Il testo della canzone è un insieme di domande, è espressione di un disagio che dovrebbe smuoverci verso altri atteggiamenti, verso un nuovo modo di vivere, sostenibile. (Serena)

Tecnicamente, il brano riflette l'angoscia ed il dibattersi dell'animo di Serena in queste domande importanti e difficili. Battute in 3/4 si alternano al 4/4, dando al ritmo un incedere insolito, frasi giocate su una stessa nota lasciano spazio a delicate ed aeree melodie, disperazione ma non senza speranza per il futuro. Il ritornello, con il bordone di re e gli accordi a tratti dissonanti, contribuisce a far crescere la tensione, che poi esplode nel 'no-o-o-o' finale in cui si sovrappongono le linee melodiche di Serena ed il mio solo.
Una canzone che mi sono divertito molto ad arrangiare, in cui propongo diverse soluzioni 'metal'. Chi ci ha sentiti dal vivo noterà sicuramente che il solo è diverso sul disco: questo è nato ad Osnabruck proprio il giorno prima che lo registrassi! Mi piacciono entrambi, ma in concerto preferisco suonare qualcosa di improvvisato e che rispecchi il mood del momento. (Andrea)