“YOU ARE… A SPECIAL MAN!”

Quarta tappa – Stoccarda

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Dice che vuole cambiare look! 😀

Il sound check è previsto per le 17:00, ma partiamo per tempo in quanto ci dicono che vicino al Café Galao è difficile trovare parcheggio, figuriamoci per un camper! Ho un déjà vu, anche a Tubingen ci toccò di parcheggiare a circa quindici/venti minuti a piedi, che diventarono di più considerando i vari viaggi per portare gli strumenti nel locale. Ricordo che pioveva. Come non detto, stessa cosa, anzi peggio, qui ora diluvia! Andrea ovviamente si presta, da vero uomo a compiere gli sforzi più impegnativi, il risultato è che si ritrova completamente fradicio dalle ginocchia in giù, anche ai piani alti non è proprio asciutto! Ci accoglie il proprietario, Reiner, un tipo alternative, capelli spettinati e bianchetti, fisico asciutto, sorriso ammiccante, jeans e maglietta. Subito ci viene incontro, ci fa strada, ci mostra il suo locale molto alternative, il pubblico si siede su delle cassette di plastica simili a quelle che si usano al mercato per esporre la frutta e la verdura, soltanto fatte di una plastica più rigida, eh certo! Altrimenti voglio vedere quanto gli durano! (Andrea mi dice che non sono cassette da verdura, ma sono quelle per le bottiglie :/ ecco!) Sopra a ogni cassetta ci sono dei tappetini di pelo, che un tempo forse erano bianchi… il pelo è finto per fortuna. Una giovane ragazza con una coda alta schierata tutta a destra, si affretta a fare spazio sul palco e a organizzare cavi e ciabatte. Ci prepariamo.

Uh! Credo sia il sound check più lungo della mia vita. Non c’è verso di equalizzare la mia voce, tutto fischia, il suono pare ingovernabile. La giovane traffica con elegante nonchalance su di un iPad (un mixer digitale in poche parole), ma con scarsi risultati. Cambiamo microfono, niente. Proviamo un’altra cassa, niente. E intanto io canto, canto, canto… non posso certo dire di non essermi scaldata prima del concerto. A un certo punto un giovane si avvicina, avrà avuto pietà di me 😀 è un fonico… Dio ti ringrazio. Tutto works!

Gentilissimo, Reiner, ci offre la piena disponibilità del suo appartamento sito proprio accanto al locale. “Ma quanti letti ci sono in questo posto?”, ci spiega che gli artisti si fermano sempre a dormire da lui e invita anche noi a fare the same, “No thanks, we have a camper and also a dog that is waiting for us to sleep all togheter”.

Piove ancora. Shit!

Sono le 20 il locale è praticamente pieno zeppo di gente anche fuori.

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Il pubblico in attesa dell’inizio del concerto 😉

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Sono abituati alla pioggia, gli basta avere un ombrellone sulla testa e via. L’età media sembra essere sui 25/30 anni. Iniziamo il concerto. Il pubblico si mostra da subito interessato, per contro io mi sento abbastanza stanca, le ore di viaggio più l’infinito sound check devono avermi dato la botta finale 😀 Come se non bastasse, non sento la mia voce nel monitor e usando una loop station è molto importante sentire ciò che sovraincidi, se non altro per il tempo… In compenso sento bene Andrea e questo è già molto utile! Ecco, è il momento in cui canto suonando anche il piano, non so cosa succede, il suono migliora, sento meglio e il concerto decolla. Bella serata, come sempre il pubblico ascolta, interagisce, good vibes!

Cena vegan e relax. Al momento dei saluti Reiner si complimenta, è rimasto molto soddisfatto della nostra performance e ci dice un sacco di cose belle, rinnova l’invito a fermarsi da lui, e io presa dall’entusiasmo esordisco dicendo “thanks, you are… (non mi viene un aggettivo, per non tenere la sospensione troppo a lungo…) a SPECIAL MAN”. Andrea sgrana due occhi, il tipo pure… insomma pare che gli abbia dato del Gay! :/ o per lo meno la frase può farlo presumere 😀 Andrea corregge il tiro e mi salva. Anche se in effetti chissà… forse lo è, nothing to be ashamed of.

Tutti a nanna… ognuno nel suo letto 😉