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QUINTA TAPPA – THE FIDDLERS

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Ci troviamo a Bonn ma dalla parte opposta rispetto a dove siamo già stati all’inizio del Tour. Parcheggiamo in una delle strade parallele al pub in cui suoneremo, a circa cinque minuti a piedi, almeno stavolta non piove! È una bella zona questa, casette con giardino, strade pulite, c’è addirittura una mini libreria pubblica, nel senso che uno può scegliere il libro che vuole leggere, prenderlo per poi riportarlo, è sufficiente aprire la porta vetro e richiuderla. Se non ho capito male chiunque può mettere dei libri a disposizione della comunità a titolo gratuito. Anche da noi c’è stato un tentativo simile… a me risulta che sia naufragato nell’oceano della maleducazione e dell’indifferenza. Abbiamo altri pregi… Per esempio, come a suo tempo ci ricordò l’illustre, il magnanimo, il saggio, insomma il sommo dei sommi: Mr B. noi abbiamo… il sole.

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Maggie, la titolare del pub ci accoglie sorridente, è una donna giovane dal fare molto spigliato e propositivo. Nel primo piano del suo locale ha predisposto un bel palco di legno che come fondale ha giustappunto una bella libreria 🙂 l’impianto è fornito di casse multiple che portano il suono un po’ da per tutto. Ben curato.

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soundcheck!

Oh toh guarda! Una balalaika identica a quella che abbiamo portato a casa dalla Russia io e i miei genitori. Guardate papi e mami:

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Maggie è gentilissima e ci offre da bere, ci dice che verranno anche dei suoi amici Italiani… ah, chissà da che parte dell’Italia provengono stavolta! Facciamo un sound check sciolto. Sono le 20 si comincia. Purtroppo non c’è molta gente, Maggie dice che dopo giorni e giorni di pioggia secondo lei la gente, vedendo il sole, se ne è uscita dalla città. Non importa, sappiamo bene che non si può sempre avere il pienone! Dopotutto nelle altre date abbiamo avuto un riscontro superiore alle aspettative. Approfitteremo per fare pezzi da rodare, o per sentirci liberi di sperimentare di più.

Arrivano gli amici italiani, nooooooooooo non ci posso credere! Sono siciliani anche questi! A Osnabruck la signora Lucia ci aveva spiegato che dopo la seconda guerra mondiale la Germania chiese aiuto all’Italia per ricostruire tutto. Fu una buona occasione per la gente del sud che aveva bisogno di un lavoro e che soprattutto voleva lavorare. A loro venne assicurato uno stipendio sicuro e una buona posizione. Vennero scelti i migliori, in fondo per la Germania si trattò di un investimento, la scelta venne operata anche in base a delle visite mediche fatte per stabilire il buono stato di salute dei candidati. Ecco svelato il mistero: qui nord e sud hanno lavorato insieme integrandosi perfettamente, o almeno così ci dicono. Tutto questo mi fa anche pensare che l’Italia non sia mai stata capace di tenere a sé le persone migliori, siano essi del sud, del centro o del nord.

Suoniamo e il pubblico ci applaude e ci segue con attenzione ed entusiasmo. Vogliono i CD, a un certo punto realizziamo che quelli di “Serena più che mai” sono terminati! 🙂 Un signore irlandese non finisce più di fare complimenti, ci dice cose tipo “ne ho sentiti tanti, ma come voi nessuno, mi avete impressionato, siete particolari…” Naturalmente Andrea mi deve integrare parti del discorso traducendomele perché tra la stanchezza e il mio grado di comprensione della lingua rischio di capire fischi per fiaschi. Una volta appreso tutto, provo la bella sensazione di essere riuscita a toccare il “sottile” mondo delle emozioni di qualcuno.

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Maggie ci offre la cena e ci permette di portare nel locale anche Trudi, che come sempre durante i concerti se ne sta buona a fare nanna in camper. Giuseppe, l’amico di Maggie, è nato qui, figlio di immigrati siciliani, ha sposato una solare ragazza tedesca e ha due figli; la moglie non parla l’italiano ma lo capisce. Scopriamo invece che Maggie è metà equadoregna e metà irlandese, parla un inglese bellissimo! Il tavolo si anima di risate e si sente un mix interessante di più lingue: tedesco, inglese, italiano, spagnolo, friulano e siciliano, che meraviglia! Non ci sono ostacoli alla comunicazione, se lo si desidera.

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Parla che ti parla, magna che ti magna, è tarda notte. Giuseppe ci offre ospitalità a casa sua oppure in un parcheggio tranquillo poco distante dalla sua abitazione. Accettiamo, siamo stanchi e il primo campeggio sarebbe a circa quaranta minuti di strada… penseremo domani alla questione acque grigie e nere! (questo dettaglio è per i miei amici camperisti 😉 che so mi stanno leggendo!)

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