Hüllhorst

 

 

8:30 am

Una buona colazione con i nostri amici Boris e Ute nella loro luminosissima veranda, parliamo un poco della serata di ieri, ci racconta che in chiusura del locale un ragazzo ha chiesto di poter avere il nostro poster come ricordo 🙂 che forte! Parliamo delle nostre cagnolotte, anche la loro è molto anziata, è un pastore tedesco e purtroppo come moltissimi o forse tutti i cani di razza, non hanno una vita molto lunga. Se ne prendono cura con grande premura e amore… anche questo ci accomuna, siamo quindi più che  “amici di note”!

Siamo tranquilli con i tempi, avremo solo tre orette di viaggio ma decidiamo di partire presto. “Benedetta II”, il nostro navigatore è pronto a fare il suo lavoro, saluti e baci, partenza!

  

Il tempo non è bello oggi, peccato, ma siamo abituati, qui in Germania piove spesso almeno quando ci veniamo noi 🙂

Corrono le ruote e corre la mente… a un tratto rivivo un momento della serata di ieri, quando un Signore tedesco, durante la conversazione ci dice “Fate atenZione che in autostraTa hanno bloCato traFico perché troFato una bomPa sotto 8 metri e deFono togliere, naturmalmente zempre con molta delicateZZa”

Mah, penso, Andrea non ha detto nulla, avrò capito male, per scrupolo cerco su internet qualche notizia e…

In Germania c’è stata la più grande evacuazione per disinnescare una bomba dai tempi della guerra

io “Andrea…!!!!”
Andrea “Picola… proprio dove dobbiamo andare noi!”

io “si????”

Andrea “no dai, dove siamo stati l’altro giorno, Francoforte! Pensa tu!”  

io “ecco perchè a un certo punto in autostrada siamo diventati parte di una coda infinita e ci hanno fatti tutti uscire!”

Ci fermiamo in un autogrill per pranzare, ci mancano una quarantina di minuti alla meta. Programmiamo un riposino nel pomeriggio, preparativi e concerto, a un certo punto squilla il cellulare di Andrea. Vedo il suo volto cambiare espressione “sorry I don’t understand, when should we have the concert? … ten minutes ago? but… we are on the road now… sorry I thought it was in the evening!”

Ecco come fare “gli italiani” senza volerlo! Non ci siamo capiti sull’orario di inizio del concerto, non ci è mai capitato di arrivare così in ritardo, e meno male che non ci eravamo ancora messi a dormire! Andrea ingrana la quinta e via! Ragioniamo sui tempi e no, non possiamo montare l’impianto, suoneremo in acustico, nudi e crudi! Aggiustiamo la scaletta al volo! Arrivati. Parcheggiamo il camper, naturalmente piove, il posto è stupendo immerso in un bosco praticamente. Porta giù la Trudi per la pipì, chiudi tutto, prendi valigetta con cd, testi, prendi leggio, chitarra. Entriamo nel locale, la gente è lì che ci aspetta. Una parte di loro non ha avuto pazienza e se ne è andata, ci ha detto la signora del locale. Porca miseria! Non importa, suoneremmo anche solo per una persona.

Iniziamo. Cantare senza essere imprigionata da cavi, microfoni, spie e potermi muovere tra la gente mi da modo di interagire con freschezza e mi diverto da morire! Il pubblico gradisce e si instaura subito un bel clima. Suoniamo bene, ogni tanto ci vuole anche questo, liberarsi della tecnologia per avere un approcio più naturale con il suono e le sue energie pure.

Al termine del concerto parliamo con una signora del pubblico, o meglio lei ci parla in tedesco pur avendole detto che noi non siamo in grado di capire un granché. Ciò che riusciamo a cogliere è che le è piaciuto molto il concerto, che si è emozionata, ci abbraccia… il marito ci dice in un inglese mal fermo che è stato a Palmanova per esigenze militari.

Ulrike, la proprietaria di questo splendido posto dove si mangia e si dorme, immerso nella natura, davvero incantevole, ci offre una pietanza tipica del posto: patate, cipolla con purea di mele del territorio, buoniZZimo! Ci mostra orgogliosa la sua casa.

Purtroppo non ho potuto fare tutte le foto che avrei voluto, per la fretta ho lasciato il mio cellulare in camper e con quello di Andrea proprio non mi trovo bene, le foto vengono slavate, grezze, insomma meglio non farle! 😀 Giusto due di ricordo… 🙂 Ulrike ci invita a tornare questa estate per suonare all’aperto. Ci salutiamo con il sorriso.

Ora si va in campeggio e si riposa pieni di musica e speranze per il fututo.