Acqua di Colonia

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Al mio risveglio mentre mi appresto a preparare la colazione nella cucinina del camper scorgo, appena fuori dalla finestra un pettirosso, anzi due, no tre! Sono eccitatissimi, staranno preparando pure loro la colazione 🙂 La giornata sembra essere iniziata con l’ala giusta, bene.

Ci mettiamo in marcia, destinazione: Lichtung. Strasse.

Naturalmente piove. Facciamo sei ore di viaggio, ben due ore in più rispetto al dovuto causa code per strettoie e lavori in corso… ma niente paura, arriviamo a Colonia in perfetto orario per fare il sound check, peccato che ci ritroviamo a girare a vuoto in cerca di parcheggio! Strasse.

Perdiamo un sacco di tempo. Strasse.

Non riusciamo a trovare un posto per parcheggiare e scaricare la roba se non a mezz’ora circa dal posto in cui si suona. Se pensavamo di aver fatto fatica fisica a Tubingen, stavolta prendiamo atto che “si può dare di più senza essere eroi”. Strasse.

Facciamo due giri sotto la pioggia trasportando strumenti… dai ora lo posso dire: non ci manca l’acqua di Colonia!!! (me l’ha suggerito Andrea!)

Fra una cosa e l’altra collezioniamo un ritardo di due ore. Infatti la gente è già tutta seduta e noi siamo ancora alle prese con i collegamenti, proprio una figura da italiani!

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Il palco è bellissimo, così come la sala, spaziosa e nello stesso tempo intima. Ci sono dei divanetti con dei piccoli tavolini illuminati romanticamente da candele, la gente sorseggia birra e di tanto in tanto ci guarda.

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Facciamo un sound check di 5 minuti, in effetti non ci serve molto per una voce, una chitarra, una tastiera e le loop stations e di seguito iniziamo il concerto. In sala cala il silenzio, il pubblico punta gli occhi su di noi… è il penultimo concerto del tour, penso, tra pochi giorni tutto questo si sarà trasformato in esperienza e memoria, devo godermi il momento! Iniziamo e la musica scorre piena e forte attraverso di noi. C’è una bella atmosfera, stiamo bene. Ci sorprendiamo a vicenda divertendoci molto, a un certo punto, senza volere, mi ritrovo a fare cabaret con il mio inglese emotivo! In sala c’è una coppia di italiani che se la ride vistosamente.

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Verso la fine, come speravamo, la gente si lascia andare e commenta, esorta, canta con noi. Per la prima volta il pubblico riesce a cantare mantenendo le tre linee vocali quasi intatte, permettendomi di improvvisarci sopra senza fatica. Bellissimo.

Mi sento Serena più che mai! Andrea sorride, e suona con un’intensità sempre maggiore, è intuitivo e sicuro. Mi sento in grado di volare più in alto del solito…ci provo ed è magia.

Chiedono il bis. La serata si chiude con la vendita dei CD e delle magliette. Siamo stanchi ma felici.