Nono giorno 2 ottobre

Terzo concerto

Arriviamo nel pub di John a Francoforte. Riusciamo incredibilmente a parcheggiare il camper abbastanza vicino. Appena si entra in questo pub subito sulla sinistra spicca un vecchio pianoforte verticale in legno color castagna, un’abat-jour posata sul suo corpo, lo abbraccia con una luce calda e materna. Questo locale non sembra affatto tedesco, bensì americano. John infatti è figlio di mamma americana, una musicista, una cantante se non ho capito male.

 

L’inglese di John conferma tutte le impressioni estetiche che il luogo offre, sembra a tutti gli effetti di stare in America, almeno per me che non ci sono ancora mai stata. Mi baso semplicemente su quanto visto in scene di film, foto, biografie come per esempio quella di Billie Holiday, dove vengono in parte descritti questi locali jazz, blues… John ci dice che sua madre è venuta a mancare l’anno scorso ed è stata una grossa perdita per tutti, alcuni clienti fissi ci raccontano che era una figura molto carismatica, una mamma della musica. Era lei che quando la gente iniziava a parlare troppo mentre i musicisti stavano suonando, andava di tavolo in tavolo a dire di ascoltare e rispettare i musicisti. Peccato non averla conosciuta. Mentre attendiamo che arrivi l’ora di inizio, mi siedo al bancone e mi bevo una birra assieme a Simone, una ragazza simpatica con la quale parlo di come si vive in questa parte di Germania e conferma la mia impressione: la parte nord ovest è multietnica, mentre a est ci sono tensioni preoccupanti rispetto agli immigrati. Mi dice che non potrebbe mai vivere in quella zona e che si sente fortunata a stare a Francoforte, dove invece c’è una bella convivenza.

Sono le 21.15 e il locale si riempie di gente. Suoniamo. Qui si usa suonare nudi e crudi, no non in quel senso, intendo senza alcun effetto, voce e chitarra asciutte, pulite! Forse anche questo può far pensare ai vecchi club americani. Io e Andrea ormai abbiamo suonato in così tante situazioni che riusciamo ad avere un bel suono comunque, o almeno questo è ciò che crediamo. Siamo carichi. È il terzo concerto e ogni volta siamo più forti! Devo ammettere però, che non è facile suonare in un pub come questo. Non sempre e non tutti ascoltano, inoltre, è consentito fumare e io, ormai abituata ai locali senza fumo, mi sento intossicare! Così si completa il cerchio “american style”!

A un certo punto si avvicina un anziano signore che pare arrivare da un film fantasy come il “Signore degli Anelli”, con lui un cane color nocciola e bianco. Vuole sedersi proprio dietro di me, entrando nello spazio scenico, anzi diciamo pure attraversandolo! Il cane asseconda il suo padrone, ma il suo sguardo sembra chiedere scusa a tutti per il disagio. A un certo punto il vecchio si alza e con un cappello in mano a mo’ di cestino, passa vicino a tutte le persone presenti, il cane resta accanto a me vigile. Poi, mentre sono in piena improvvisazione, mi si riavvicina porgendomi dei soldi, e se ne va. È davvero un posto particolare questo!

Arriviamo all’ultimo pezzo in scaletta, la gente chiede di continuare ma John non ha il permesso di far suonare oltre le 23. Salutiamo e ci mettiamo a disposizione di chi vuole fare due chiacchiere o acquistare il CD.

Frederic! Si è lui, un amico conosciuto proprio in questo posto due anni fa. Ci riempie di complimenti e con lui posso divertirmi a parlare anche un poco in Francese. Una ragazza bionda e riccioluta si avvicina, mi abbraccia, ci fa tanti complimenti, è italiana, Valeria di Sassari, vive qui in Germania da diversi anni. Ci invita a bere una birra al suo tavolo dove ci sono altri italiani, oltre che amici tedeschi ma noi preferiamo raggiungere in camper Ariel e Laila e cenare, anche se sono le 23.30.

Laila starnutisce di continuo… sempre una!

Notte.