Undicesimo giorno 4 ottobre

Folk Club ed è magia

Iniziamo la giornata andando dal veterinario. Ne abbiamo trovato uno vicino al campeggio di Bonn, per fortuna la tecnologia ci permette di ottenere informazioni in tempi veloci. Speriamo sia un bravo veterinario, le recensioni sul web dicono di sì.

Lo studio è pulito, già questo è un dato confortante, è al piano terra di una delle tipiche case tedesche, tetto spiovente, in legno, di ispirazione montana. Il veterinario è giovane, non gli abbiamo chiesto l’età ma io gli darei massimo 32 anni. Si scusa subito per il suo Inglese, lui è Polacco e fino a qualche anno fa lo parlava molto bene, ma da quando vive in Germania non lo usa più. Mah! A me sembra che se la cavi egregiamente, come per altro quasi tutte le persone che abbiamo incrociato fino a ora. Laila è un po’ raffreddata, niente di grave, le fanno una iniezione di antiinfiammatorio, se domani non starà meglio si passerà all’antibiotico. Prendiamo appuntamento quindi per una visita di controllo, meno male che i concerti di oggi e di domani sono vicini tra loro e quindi facciamo base allo stesso campeggio, qui a Bonn.

Facciamo tappa a Remscheid per incontrare un tizio per fissare una serie di concerti per il prossimo anno… suspense…

Ci prepariamo per il concerto, Andrea è euforico perché stasera userà la sua nuova chitarra Martin. Sarà un concerto speciale, tutto eseguito in acustico, ovvero senza amplificazione: è per questo che Andrea userà la Martin che, come dice lui, “suona da paura”, vi faccio notare il linguaggio ancora adolescenziale, d’altra parte le passioni restano giovani!

Oltre a noi si esibiranno diversi altri musicisti, tra cui John Harrison, un inglese dal sorriso contagioso, che sfoggia il classico umorismo british! Deve sempre avere l’ultima parola, e ne ha una pronta per ogni occasione! 😊 Ma si chiamano tutti John in questo tour? Oppure è la versione crucca di “Mario”?

  

Lui, John, è l’ideatore del Folk Club Bonn nonché di questo evento che ospita da sempre artisti locali ma anche internazionali come, in questo caso, la sottoscritta e Andrea. La sala in cui si tiene il concerto è grande, ma ha una buonissima acustica, ci danno la scaletta della serata e noi quali “ospiti d’onore”, suoneremo come ultimi sia nel primo che nel secondo tempo.

In camerino un giovane ragazzo dai lineamenti più gitani che ariani, sembra essere teso, ripete quasi ossessivamente una melodia con la chitarra doppiandola con la voce: il testo è in tedesco, credo. Altri chiacchierano tra loro, qualcuno sistema i suoi strumenti con cura. Ci presentiamo, facciamo amicizia e mi rilasso.

Arriva il nostro momento, John ci presenta, non so cosa dice, ma il pubblico esclama un “ooH” di stupore, chissà che cosa gli avrà detto! Applaudono, entriamo in scena e d’incanto in sala cala il silenzio. Capperi che differenza rispetto al pub a Francoforte!

Libera dal microfono, canto, mi lascio andare, mi muovo, cerco di far arrivare almeno emotivamente il messaggio contenuto nelle canzoni, che in ogni caso prima di eseguire spieghiamo un po’. Andrea è magnetico, quanto bravo è? A volte penso che tutti dovrebbero ascoltarlo perché chi non lo fa si perde qualcosa di prezioso.

Tra il pubblico qualcuno chiude gli occhi, senza russare… 😀 vuole assaporare intimamente ciò che ascolta con interesse. Un pubblico fantastico, il migliore oserei dire. Alla fine del concerto veniamo abbracciati dal calore dei loro applausi, c’è mancato poco che mi scendesse la lacrima! Scopro con enorme piacere che alcune persone conosciute nel nostro tour precedente, sono venute appositamente qui stasera per ascoltarci.

John ci ringrazia e dice che desidera farci risuonare anche l’anno prossimo. Vendiamo un buon numero di CD. Sono soddisfatta.