Pagina 16 (video)diario di bordo Tour SPCM primavera-estate 2017

Questa volta ho deciso di condensare in un video alcune immagini, la musica, quella realmente suonata in tour nei concerti 🙂

E’ stato un viaggio molto lungo e ci sono stati incontri importanti che spero possano aprirci le porte ad altre esperienze altrove…

Ecco qui il mio reportage, nulla di professionale in fatto di riprese e scatti, solo una “video-pagina” del mio diaro 😉

 

 

 

 

Pagina 15 diario di bordo Tour SPCM primavera-estate 2016

TEDESCO – ITALIANO – INGLESE – SICILIANO – FRIULANO – SPAGNOLO

QUINTA TAPPA – THE FIDDLERS

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Ci troviamo a Bonn ma dalla parte opposta rispetto a dove siamo già stati all’inizio del Tour. Parcheggiamo in una delle strade parallele al pub in cui suoneremo, a circa cinque minuti a piedi, almeno stavolta non piove! È una bella zona questa, casette con giardino, strade pulite, c’è addirittura una mini libreria pubblica, nel senso che uno può scegliere il libro che vuole leggere, prenderlo per poi riportarlo, è sufficiente aprire la porta vetro e richiuderla. Se non ho capito male chiunque può mettere dei libri a disposizione della comunità a titolo gratuito. Anche da noi c’è stato un tentativo simile… a me risulta che sia naufragato nell’oceano della maleducazione e dell’indifferenza. Abbiamo altri pregi… Per esempio, come a suo tempo ci ricordò l’illustre, il magnanimo, il saggio, insomma il sommo dei sommi: Mr B. noi abbiamo… il sole.

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Maggie, la titolare del pub ci accoglie sorridente, è una donna giovane dal fare molto spigliato e propositivo. Nel primo piano del suo locale ha predisposto un bel palco di legno che come fondale ha giustappunto una bella libreria 🙂 l’impianto è fornito di casse multiple che portano il suono un po’ da per tutto. Ben curato.

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soundcheck!

Oh toh guarda! Una balalaika identica a quella che abbiamo portato a casa dalla Russia io e i miei genitori. Guardate papi e mami:

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Maggie è gentilissima e ci offre da bere, ci dice che verranno anche dei suoi amici Italiani… ah, chissà da che parte dell’Italia provengono stavolta! Facciamo un sound check sciolto. Sono le 20 si comincia. Purtroppo non c’è molta gente, Maggie dice che dopo giorni e giorni di pioggia secondo lei la gente, vedendo il sole, se ne è uscita dalla città. Non importa, sappiamo bene che non si può sempre avere il pienone! Dopotutto nelle altre date abbiamo avuto un riscontro superiore alle aspettative. Approfitteremo per fare pezzi da rodare, o per sentirci liberi di sperimentare di più.

Arrivano gli amici italiani, nooooooooooo non ci posso credere! Sono siciliani anche questi! A Osnabruck la signora Lucia ci aveva spiegato che dopo la seconda guerra mondiale la Germania chiese aiuto all’Italia per ricostruire tutto. Fu una buona occasione per la gente del sud che aveva bisogno di un lavoro e che soprattutto voleva lavorare. A loro venne assicurato uno stipendio sicuro e una buona posizione. Vennero scelti i migliori, in fondo per la Germania si trattò di un investimento, la scelta venne operata anche in base a delle visite mediche fatte per stabilire il buono stato di salute dei candidati. Ecco svelato il mistero: qui nord e sud hanno lavorato insieme integrandosi perfettamente, o almeno così ci dicono. Tutto questo mi fa anche pensare che l’Italia non sia mai stata capace di tenere a sé le persone migliori, siano essi del sud, del centro o del nord.

Suoniamo e il pubblico ci applaude e ci segue con attenzione ed entusiasmo. Vogliono i CD, a un certo punto realizziamo che quelli di “Serena più che mai” sono terminati! 🙂 Un signore irlandese non finisce più di fare complimenti, ci dice cose tipo “ne ho sentiti tanti, ma come voi nessuno, mi avete impressionato, siete particolari…” Naturalmente Andrea mi deve integrare parti del discorso traducendomele perché tra la stanchezza e il mio grado di comprensione della lingua rischio di capire fischi per fiaschi. Una volta appreso tutto, provo la bella sensazione di essere riuscita a toccare il “sottile” mondo delle emozioni di qualcuno.

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Maggie ci offre la cena e ci permette di portare nel locale anche Trudi, che come sempre durante i concerti se ne sta buona a fare nanna in camper. Giuseppe, l’amico di Maggie, è nato qui, figlio di immigrati siciliani, ha sposato una solare ragazza tedesca e ha due figli; la moglie non parla l’italiano ma lo capisce. Scopriamo invece che Maggie è metà equadoregna e metà irlandese, parla un inglese bellissimo! Il tavolo si anima di risate e si sente un mix interessante di più lingue: tedesco, inglese, italiano, spagnolo, friulano e siciliano, che meraviglia! Non ci sono ostacoli alla comunicazione, se lo si desidera.

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Parla che ti parla, magna che ti magna, è tarda notte. Giuseppe ci offre ospitalità a casa sua oppure in un parcheggio tranquillo poco distante dalla sua abitazione. Accettiamo, siamo stanchi e il primo campeggio sarebbe a circa quaranta minuti di strada… penseremo domani alla questione acque grigie e nere! (questo dettaglio è per i miei amici camperisti 😉 che so mi stanno leggendo!)

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“YOU ARE… A SPECIAL MAN!”

Quarta tappa – Stoccarda

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Dice che vuole cambiare look! 😀

Il sound check è previsto per le 17:00, ma partiamo per tempo in quanto ci dicono che vicino al Café Galao è difficile trovare parcheggio, figuriamoci per un camper! Ho un déjà vu, anche a Tubingen ci toccò di parcheggiare a circa quindici/venti minuti a piedi, che diventarono di più considerando i vari viaggi per portare gli strumenti nel locale. Ricordo che pioveva. Come non detto, stessa cosa, anzi peggio, qui ora diluvia! Andrea ovviamente si presta, da vero uomo a compiere gli sforzi più impegnativi, il risultato è che si ritrova completamente fradicio dalle ginocchia in giù, anche ai piani alti non è proprio asciutto! Ci accoglie il proprietario, Reiner, un tipo alternative, capelli spettinati e bianchetti, fisico asciutto, sorriso ammiccante, jeans e maglietta. Subito ci viene incontro, ci fa strada, ci mostra il suo locale molto alternative, il pubblico si siede su delle cassette di plastica simili a quelle che si usano al mercato per esporre la frutta e la verdura, soltanto fatte di una plastica più rigida, eh certo! Altrimenti voglio vedere quanto gli durano! (Andrea mi dice che non sono cassette da verdura, ma sono quelle per le bottiglie :/ ecco!) Sopra a ogni cassetta ci sono dei tappetini di pelo, che un tempo forse erano bianchi… il pelo è finto per fortuna. Una giovane ragazza con una coda alta schierata tutta a destra, si affretta a fare spazio sul palco e a organizzare cavi e ciabatte. Ci prepariamo.

Uh! Credo sia il sound check più lungo della mia vita. Non c’è verso di equalizzare la mia voce, tutto fischia, il suono pare ingovernabile. La giovane traffica con elegante nonchalance su di un iPad (un mixer digitale in poche parole), ma con scarsi risultati. Cambiamo microfono, niente. Proviamo un’altra cassa, niente. E intanto io canto, canto, canto… non posso certo dire di non essermi scaldata prima del concerto. A un certo punto un giovane si avvicina, avrà avuto pietà di me 😀 è un fonico… Dio ti ringrazio. Tutto works!

Gentilissimo, Reiner, ci offre la piena disponibilità del suo appartamento sito proprio accanto al locale. “Ma quanti letti ci sono in questo posto?”, ci spiega che gli artisti si fermano sempre a dormire da lui e invita anche noi a fare the same, “No thanks, we have a camper and also a dog that is waiting for us to sleep all togheter”.

Piove ancora. Shit!

Sono le 20 il locale è praticamente pieno zeppo di gente anche fuori.

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Il pubblico in attesa dell’inizio del concerto 😉

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Sono abituati alla pioggia, gli basta avere un ombrellone sulla testa e via. L’età media sembra essere sui 25/30 anni. Iniziamo il concerto. Il pubblico si mostra da subito interessato, per contro io mi sento abbastanza stanca, le ore di viaggio più l’infinito sound check devono avermi dato la botta finale 😀 Come se non bastasse, non sento la mia voce nel monitor e usando una loop station è molto importante sentire ciò che sovraincidi, se non altro per il tempo… In compenso sento bene Andrea e questo è già molto utile! Ecco, è il momento in cui canto suonando anche il piano, non so cosa succede, il suono migliora, sento meglio e il concerto decolla. Bella serata, come sempre il pubblico ascolta, interagisce, good vibes!

Cena vegan e relax. Al momento dei saluti Reiner si complimenta, è rimasto molto soddisfatto della nostra performance e ci dice un sacco di cose belle, rinnova l’invito a fermarsi da lui, e io presa dall’entusiasmo esordisco dicendo “thanks, you are… (non mi viene un aggettivo, per non tenere la sospensione troppo a lungo…) a SPECIAL MAN”. Andrea sgrana due occhi, il tipo pure… insomma pare che gli abbia dato del Gay! :/ o per lo meno la frase può farlo presumere 😀 Andrea corregge il tiro e mi salva. Anche se in effetti chissà… forse lo è, nothing to be ashamed of.

Tutti a nanna… ognuno nel suo letto 😉

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DAYS OFF

Verso la quarta tappa 😉

The first day_ Accidenti che tipo strano il responsabile del campeggio di Osnabruck! Non parla una parola di inglese, si mostra seccato per la nostra richiesta di riempire d’acqua il serbatoio del camper, farfuglia infastidito qualcosa riguardo il cane e cosa ben più strana, sembra che in questo camping non ci sia l’apposita area di scarico delle acque grigie :/ A parte queste anomalie, il posto è immerso nel verde, è tranquillo, peccato che per la presenza di altri cani non ci è possibile lasciare libera Trudi, non ama i suoi simili 🙁 se la sentiste ora abbaiare, per giunta contro un mini cane, capireste cosa intendo.

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Finalmente una bella giornata di sole, e tutto diventa ancora più radioso. In accordo con l’arrivo improvviso del clima estivo, a pranzo: zuppa di quinoa con fagioli e patate… freschissimo pranzo eh? Questo passa il “camper di tour” oggi! Per Trudi invece oltre alla sua pappa abituale un po’ di mela, che le piace tanto. Quanto siamo felici di vivere queste esperienze con lei, è una creatura dolcissima e buonissima, solo chi ama gli animali può capire. Cominciano però a mancarmi tremendamente i miei gatti… loro sono rimasti a casa accuditi dalla zia Glenda e dai nonni, cicciottelli pelosi (i gatti intendo)!!!

Non ci posso credere! Il tendalino aperto per la prima volta con orgoglio ed entusiasmo appena un paio di ore fa, è stato riconosciuto dai piccioni come miglior bagno gratuito della zona, in poche parole ci hanno cacato sopra in massa! Ecco, i giorni liberi, studiati per riposare e pensare al buon cibo, al cielo, ai posti nuovi… prendono in questi casi almeno cinquanta sfumature di marrone!

The second day_ Provviste esaurite = centro commerciale. Anche oggi il tempo è bello, infatti nella piazza di cemento con fontanelle dirimpetto al centro commerciale, frotte di bimbi giocano a bagnarsi correndo a piedi nudi. A correre non sono i soli, è molto frequente qui, vedere adulti e bambini sfrecciare in monopattino, pure io da bambina in Russia ricordo di averne avuto uno per pochi giorni, si ruppe subito, e non ne ebbi mai più uno… che infanzia difficile 😀 Un’altra cosa molto bella che qui in Germania si può fare ancora mentre da noi non più e da tempo: andare a scuola da soli. Sì, i bambini con la loro cartella in schiena, se ne vanno beati e sorridenti a scuola da soli, a piedi. Ai miei tempi in Italia era ancora una cosa legittima, ora i bambini per legge devono essere scortati dai famigliari o chi per loro e se per caso ti trovi sulla strada delle scuole in orario di apertura o chiusura, pare di stare nel parcheggio dello stadio, in tutti i sensi!

Il centro commerciale è enorme, ovviamente dentro ci imbattiamo in diversi italiani, provenienti da…? Dai, vediamo chi indovina da quale regione d’Italia?! (chi prima risponderà correttamente avrà un premio: la spilletta Serena Più Che Mai :D). Il caffè buono, l’espresso, è abbastanza caro tra 1.60 e 1.80, dipende, mai come in Austria che come già scritto in un’altra pagina di diario si arriva fino ai 3.60 euro! Assurdo! Uh sembro mia mamma in questo momento 😀 A ogni modo una menzione speciale va assegnata ai BREZELS, un peccato di gola che ti seduce e ti abbandona subito perché vi garantisco che uno a noi dura 5 secondi! Bono!

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Brezel… che ride!

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Andrea con T-shirt del Tour SPCM 😉

Stanotte si dorme in un campeggio pubblico situato praticamente vicino al centro di Stoccarda. Le zone verdi non mancano, tutte sono fornite di giochi per bambini, anche se devo ammettere che sia Osnabruck che Stoccarda mi sembrano abbastanza sporche, che strano, specie le strade del centro. A tal proposito vi voglio raccontare di un’immagine, uno scatto impresso nella mente mentre con Trudi stavo facendo una passeggiata: mamma e papà con un bimbo di circa tre anni vicino all’argine di un fiume MARRONE nella zona verde poco lontano dal parcheggio camper, il bimbo gioca seminudo in una pozza ricavata dal suddetto fiume, appositamente messa in sicurezza con una rete in modo che non ci si possa cadere dentro, ciò mi fa ricordare quanto fortunati siamo noi in Friuli che se vogliamo possiamo andare al mare, al fiume, in montagna, in collina…

“Anìn a grîs usgnot jenfri erbe e tjere dongje il Tiliment…” (Alice)

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Questa è per mio papà: giocatori di bocce nel parco di Osnabruck 😉

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RITORNO A OSNABRUCK DUE

Terza tappa – Kulturzentrum Lutherhaus

 

Al nostro risveglio riceviamo questo messaggio, un buongiorno molto gradito! 🙂

 

“Great concert yesterday, you’ve blown them away.

And I had literally tears in my eyes,

hearing the first song!” (B.J.)

 

Stasera siamo ospiti nel teatro di Peter Finger, assieme a un duo tedesco e un gruppo australiano. Si festeggia il decimo anniversario della Lutherhaus, un bellissimo teatrino/sala che Peter stesso ha voluto e creato all’interno di un edificio molto bello di sua proprietà.

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Il nostro camper parcheggiato magistralmente dal Varnier

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Entrata del teatro

Lucia, un’italiana (un’altra siciliana) ci spiega che la gente del posto non incoraggiò per nulla Peter nel suo intento, dicevano “Ma no, chi vuoi che venga a sentire la musica che proponi!”. A distanza di dieci anni credo che nessuno possa dire che la sua idea abbia fallito, se non chi non ha proprio altro da fare che remare contro chi ha una nave che viaggia con un gran motore verso le sue mete! E noi stasera siamo qui, su questo palco, ricordo ancora quando nel 2010 io e Andrea registrammo il disco prodotto dall’Acoustic Music Records, ovvero Peter, l’incontro con Sándor Szabó… e quella sera che per prenderci una pausa dalle impegnative registrazioni live in studio, decidemmo di venire a sentire un gruppo africano proprio in questo teatro. Pensai “madonna quanto mi piacerebbe suonare su quel palco”. Ci sono voluti un po’ di anni, ma dai, ora tocca a me!

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Appena arrivata noto sul palco un bel pianoforte a coda nero… no stavolta non mi va dritta, non lo si può usare, non so perché, non sono riuscita a capirlo ma pazienza, sarà per la prossima volta 😉

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Trudi e Andrea vanno in avanscoperta

Arrivano gli altri musicisti, sono le 15:00 circa inizia il sound check, il duo tedesco chitarra e voce è molto piacevole, indovinate cosa suonano? Sì bravi, blues e country. Noi suoneremo per secondi, di fatto il gruppo australiano è il più nutrito, sono in quattro: batteria, basso, chitarre e voci. Per qualche strano motivo il mio effetto provoca larsen quindi ne devo fare a meno, non c’è tempo ora per risolvere problemi… userò il riverbero del mixer, il delay invece lo posso usare. È chiaro per tutti? 😀

Lasciamo gli australiani al loro sound check e andiamo in camerino a rilassarci un poco.

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Sono le 18:30 circa, la gente arriva e si inizia a festeggiare: bibite, birra, spumante, vino, tartine varie… fino alle 20:00 quando finalmente si inizia a suonare… Tocca a noi, Peter ci presenta, noi ovviamente non capiamo un fico secco, sentiamo solo pronunciare i nostri nomi e poi scoppia una risatona da parte del pubblico. Anja, la cantante del duo tedesco ci dice che Peter ha raccontato che quando lesse per la prima volta di noi, pensava che Andrea fosse una donna, rimase quindi stupito nel ritrovarsi di fronte a un uomo peloso! 😀 Simpatico!

Sono qui, su questo palco, vestita di rosso, canto, la cosa che più mi piace fare al mondo. Accanto a me c’è Andrea l’unica persona su questa terra che davvero mi conosce sotto tutti gli aspetti, mi capisce, tira fuori il meglio di me, è il mio sole. Tante fatiche, tante ore spese a provare, tanto impegno, tante spese, tante rinunce, sacrifici, tante ore di viaggio, per raggiungere risultati sempre più significativi, direi che ne vale la pena, che fino a che potremo continueremo il nostro viaggio. Il delay non funziona però! Vabbè succede, la perfezione annoia. Il pubblico ancora una volta ci ripaga di tutto, ci applaude, partecipa, ride, gioca con noi, canta con noi… vogliono il bis. Bellissimo.

Chiude la serata il gruppo australiano: strepitose, tre donne e un uomo (batterista). Suonano anche loro un mix fra blues/country/rock/pop tutta musica scritta da loro. La leader vera, cioè la chitarrista/cantante/compositrice è davvero un portento, suona benissimo, ha gusto e personalità, non ha bisogno di ocheggiare per colpire il pubblico, mi è piaciuta molto! Non posso dire lo stesso della sua partner… Con loro la serata finisce in crescendo, caricano il pubblico e il clima festaiolo tocca vette innevate! Bellissima serata.

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what a beautiful couple!!!

Un saluto a Peter e via dalla Trudi per la passeggiata pre-nanna.

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UNPLUGGED … nudi!

Seconda tappa – Folk Club

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In una delle date del tour in Germania dello scorso autunno, un organizzatore di eventi ci ha sentiti e ci ha proposto di suonare al Folk Club di Bonn, “voglio vedere come ve la cavate unplugged”, si perché è così che funziona lì, tutti gli artisti devono suonare in acustico senza alcuna amplificazione in una sala abbastanza grande dove dicono ci sia una buonissima acustica. Se la canzone che si propone è bella e se voce e chitarra ci sono davvero, si può fare a meno degli effetti speciali, invito accettato! 😀 Ed eccoci qui, a distanza di otto mesi, parcheggiati di fronte al Folk club. Naturalmente piove, ed è un vero peccato perché tutto attorno c’è un bellissimo parco con tanto verde e diversi campi da tennis. C’è un discreto via vai di giovani tenniste, dei veri e propri “armaroni” di ragazze!!! Stanno arrivando anche i musicisti che suoneranno con noi stasera. Tutti tedeschi con chitarre, armoniche, violini, e qualche piccola percussione, noi siamo gli ospiti speciali… che onore. La prima cosa che penso è “che bello sarebbe se ci fossero anche i miei Fagians, in arte Sing & Feel, in questo contesto le loro voci ci starebbero così bene!!!”. Sono fortunata però, c’è un bel pianoforte verticale in sala, fantastico! Stasera sarà mio complice in un paio di pezzi 😉 Il pubblico inizia ad arrivare, pare che l’affluenza sia notevole.

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Abbiamo un bel camerino grande in comune con tutti gli altri, il clima è allegro, e iniziamo a fare conversazione con tutti o quasi. Io non capisco proprio tutto quello che dicono, il mio inglese è in fase di apprendimento sul campo quindi ogni tanto lancio lo sguardo a punto di domanda ad Andrea che provvede a tradurmi l’ignoto. E via di birra, caspita qui ne bevono di birre!!! Forse parte dell’allegria è proprio dovuta all’amico alcool, io chiedo un’acqua naturale, la signora mi guarda con due occhi increduli “Sparkling water”? e io “no no, water without balls”!!! Fa “sì sì” con la testa e se ne va.

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“DIN DO DON DIN DO DON”, si sente suonare una campana e la voce di John, l’organizzatore, che in tedesco allegro annuncia al pubblico l’inizio del concerto. Cala il silenzio. Si esibiscono un paio di gruppi e di singoli, più o meno interessanti, quasi tutti qui suonano musica country, blues, irlandese, e lo fanno bene. Proprio mentre penso che si sono dimenticati della mia acqua, arriva  la signora di prima con un bicchiere di acqua… gasata :/ Tocca a noi.

Mi siedo al piano, accidenti la sedia è troppo bassa! Faccio finta di girare il pomello per alzarla e il pubblico ride 🙂 d’accordo, li ho già fatti ridere! Mi danno una sedia più alta e iniziamo a suonare.

Incredibile atmosfera: attentissimi, calorosi, partecipi, cantiamo insieme, si lasciano dirigere, ci sono dei momenti veramente magici dove la mia musica è chiaramente non più mia… comincio a capire sempre meglio cosa desidero… il percorso è lungo, ci vuole tempo per crescere e per farlo bene ancora di più. Al termine del concerto vendiamo una trentina di CD, passiamo del tempo con la gente, qualcuno parla l’italiano, ci dicono che amano molto la nostra lingua, uno di loro ci chiama “compari”, ci racconta che i nonni erano siciliani immigrati in America… quante storie ci sono in questo nostro piccolo puntino nell’universo!

Siamo carichi e soddisfatti! Una data su cui mettere un bell’appunto: <3 giretto con la Trudi e poi a nanna nel nostro guscio… buonanotte.

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Can che abbaia… morde 😀

Prima tappa – Bonn

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Il sole si fa desiderare, insomma diciamo pure che piove. Boris, il nostro amico di Bonn, ci scrive che il campeggio, l’unico in città, è allagato proprio a causa della pioggia insistente di questi giorni e quindi chiuso. Pare che un po’ più a nord il clima abbia provocato molti danni e purtroppo anche quattro morti.  Boris e Ute ci dicono di non preoccuparci, ci invitano a parcheggiare il camper da loro e a rifornirci di tutto ciò che ci serve, come sempre sono gentilissimi. Al nostro arrivo Ute ci accoglie con uno dei sorrisi tedeschi più belli che io abbia mai visto, ci ha preparato uno spuntino e insiste perché entri in casa anche Trudi. Luna, la sua cagnolotta (pastore tedesco) dell’età di Trudi, non sembra essere molto contenta del nostro arrivo per cui Ute la chiude in un’altra ala della casa per permettere a Trudi di girare indisturbata.

“Io vado al lavoro, vi lascio le chiavi di casa, fatevi pure la doccia, quando dovete andare da Boris per il concerto ricordatevi di liberare Luna e chiudere la casa.”

La casa dove vivono è molto accogliente, semplice, luminosa, la cosa più bella è che è vissuta e amata. È ricca di dettagli, per esempio in bagno ci sono diversi sassi alcuni sono messi proprio sui buchi dove scende l’acqua, sul lavandino e la doccia, credo sia una scelta estetica… chissà. La parte più bella della casa è la veranda, sembra un salotto letterario, luminosissimo e dal quale si può vedere e accedere a un meraviglioso giardino verde con stagno e fontanella… che pace. Un taxi ci attende dobbiamo andare, non è il momento di riposare. Prendiamo tutte le nostre cose, via di corsa, ah no Luna”! Andrea apre la porta a Luna, lei ci mostra i denti minacciosa… abbaia,  mi sembra giusto, siamo degli intrusi in casa sua! Luna si avvicina ringhiando a me, Andrea col suo fare scherzoso e giocoso cerca di calmarla e di farle una carezza ma… GNAM! Si prende un morsicotto sullo stinco di tutta risposta, sembra essere un avvertimento molto chiaro, è il caso di andare via prima che di noi non resti che un ricordo.

Eccoci qui, al Lieblich café, è bello ritornare in un posto così, dove la gente viene appositamente per ascoltare la musica e conoscere gli artisti. Come previsto, a causa del maltempo non c’è un pubblico numeroso, peccato la prima volta è stata una delle date del Tour con più gente, in proporzione allo spazio. Va bene si inizia. Suoniamo quasi tutto il nostro repertorio e più o meno a metà scaletta la chitarra di Andrea si ribella! Il suono non è quello di sempre, sembra quasi una chitarra elettrica: sì non c’è dubbio c’è della distorsione… vi sto sentendo eh?! Dico a voi, amici metallari di Andrea che state esultando: daghe Andrea, Metal!!! Cominciamo a smanettare, gira il pomello lì, alza là, stacca attacca, abbassa alza, niente da fare. Vince lei J.

Tutti contenti, tanti complimenti e nuovi amici, qualcuno verrà anche domani a sentirci sempre qui a Bonn. Ora si va nel nostro camper per dare riposto al corpo e alla mente stanchi dal viaggio e da questo primo concerto… Metal!!!

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1 giugno 2016 _ “Corrono le ruote, corre la mente”

Ore 13 circa: Si parteeeeee, con ben quattro ore di ritardo rispetto alla nostra tabella di marcia!!! 🙂 Cito la frase detta da Andrea solo ieri sera “Si parte alle 9 al massimo!” 🙂 Vuol dire che faremo le rimanenti cinque ore di strada domani, poi la sera tutti a Bonn dove sarà la musica a trasportare noi e tutti coloro che vorranno lasciarsi andare…